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Free Walking Tour lotta per l’eliminazione della violenza di genere

Nov 25, 2021

Ogni anno Free Walking Tour Modena, in collaborazione con ONG locali e associazioni per i diritti civili, ha organizzato una passeggiata speciale in omaggio alle donne di Modena: Donne di Modena. Il tour ha ospitato molte testimonianze di donne del territorio che hanno raggiunto importanti traguardi in diversi ambiti: impegno politico, sociale, professionale, ecc.

Il tour ha fatto rivivere figure femminili di rilievo del passato, quando, per la maggior parte delle volte, essere donna era – e in parte lo è ancora – motivo di discriminazione. Qui trovi una breve selezione di storie che riteniamo valga la pena raccontare.

Gina Borellini (1919–2007)
Partigiana e Deputata

Conosciuta come “Kira” durante la Seconda Guerra Mondiale, fu una delle 19 donne a ricevere la Medaglia d’Onore al Valor Militare. Accolse soldati sfuggiti al fronte e poi si unì alla brigata “Remo” insieme al marito. Fu più volte catturata e torturata, ma non cedette mai. Dopo la guerra divenne deputata e fondò l’UDI – Unione Donne in Italia – dove si batté per i diritti civili delle donne fino alla sua morte.

Alfonsina Strada (1891–1959)
Ciclista

Alfonsina Strada fu la prima donna a partecipare al Giro d’Italia. Fu tra le 30 cicliste che tagliarono il traguardo (i partecipanti erano quasi 90). Continuò la sua carriera sportiva fino a stabilire il record femminile a Longchamp nel 1938. Dopo il ritiro, aprì una bottega di ciclofficina a Milano, dove riparava biciclette.

Virginia Reiter (1862–1937)
Attrice

Virginia Reiter era un’attrice teatrale di grande talento. Nel 1882 entrò nella sua prima compagnia con Giovanni Emanuel e dopo soli cinque anni divenne prima attrice. Raggiunse il successo in Italia e all’estero. Nel 1900 fondò la propria compagnia con Francesco Pasta, in cui portò in scena capolavori come Madame Sans-Gêne di Victorien Sardou e Émile Moreau. Contribuì a superare i rigidi confini tra generi e ruoli.

Le paltadore

Oggi in dialetto modenese “paltadora” indica una donna loquace, ma l’origine del termine è ben diversa. “Paltadore” era il nome delle donne che lavoravano alla manifattura tabacchi di Modena. Nel 1850 erano quasi 1500 e il lavoro, così ripetitivo, consentiva loro di parlare per passare il tempo. La cosa più bella delle paltadore era il forte legame di solidarietà che si creava: quando una era in difficoltà, le altre la aiutavano subito e alcune accudivano persino i figli delle colleghe impossibilitate.

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