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Merato Fez

Free Walking Tour sbarca all’estero e parla (anche) italiano

Free Walking Tour Italia va all’estero!

A lungo abbiamo atteso prima di scrivere qualcosa a riguardo. All’improvviso, la pubblicazione di un articolo sul Free Walking Tour Padova su un blog locale ci ha dato l’occasione di prendere la parola. Ha provocato un piccolo terremoto a livello locale che si è rapidamente diffuso a livello nazionale. È dovuta intervenire anche GTI — il sindacato nazionale delle guide turistiche. Speravamo che potesse aprire uno spazio di analisi e riflessione, ma è finita, come sempre, per trasformarsi nel solito terreno di scontro per leoni da tastiera. Succede ogni volta seguendo lo stesso copione. È triste constatare che, negli ultimi dieci anni, ben poco sia cambiato dall’interno, mentre fuori sta avvenendo una vera rivoluzione.

Free Walking Tour Italia è nato come un progetto dal basso, basato sulla community, con l’obiettivo di raccogliere e collegare sotto lo stesso framework le esperienze locali di Free Walking Tour già esistenti. Siamo riusciti a creare il primo — e ancora oggi unico — network italiano del settore. Tuttavia, dopo alcuni anni, l’energia dei membri si è gradualmente esaurita, anche a causa della mancanza di una visione condivisa. Il Covid-19 ha fatto il resto. Nonostante ciò, il format si è diffuso e molte persone in Italia hanno iniziato a conoscerlo, nel bene e nel male. Gli italiani non sono mai stati particolarmente abituati alle attività basate sulle mance. Infatti, la maggior parte dell’offerta Free Tour è sempre stata rivolta ai viaggiatori stranieri. Quei pochi italiani che conoscevano il concetto lo avevano quasi sempre scoperto all’estero. Oggi, però, la situazione è molto diversa. Stiamo assistendo a un cambiamento nel comportamento dei clienti: sempre più italiani cercano attivamente il Free Walking Tour quando viaggiano. Ci piace pensare che, nel nostro piccolo, abbiamo in qualche modo contribuito a questo cambiamento. Siamo troppo presuntuosi? Forse.

A tal proposito, vorremmo citare il caso spagnolo. Spagna e Italia condividono diverse caratteristiche: entrambi sono Paesi dell’Europa meridionale, entrambe hanno un livello relativamente basso di conoscenza dell’inglese e nessuna delle due possiede una forte cultura dell’offerta libera. Gran parte delle principali piattaforme del mercato globale dei Free Walking Tour ha sede in Spagna: GuruWalk, Civitatis e Buendía Tours. Fin dall’inizio, tutti hanno adottato una strategia di mercato intelligente, puntando sul mercato locale. Questo significa offrire Free Tour in lingua spagnola — perché, proprio come gli italiani, anche gli spagnoli difficilmente scelgono attività in lingue straniere. Si crea così un circolo virtuoso in cui gli investimenti iniziali danno i loro frutti: oggi i viaggiatori spagnoli rappresentano una base di clienti consapevole e strutturata. Questa tendenza si riflette anche in Italia, dove l’offerta in lingua spagnola è cresciuta enormemente, arrivando talvolta persino a superare quella in inglese. Dal 2023, i contatti spagnoli — quelli che siamo riusciti a monitorare attraverso la nostra piattaforma — sono cresciuti costantemente, registrando un incremento del 165%.

Date queste somiglianze, ci aspettiamo che anche il mercato italiano segua la stessa direzione. I dati analitici sono piuttosto promettenti. Fin dalla nascita del network, abbiamo sempre dedicato una parte dell’offerta ai clienti italiani che viaggiano in Italia. A volte questa scelta ha portato risultati, altre volte no. Non vogliamo alimentare lo stereotipo che dipinge gli italiani come persone che approfittano delle situazioni. Semplicemente, in Italia la cultura dell’offerta libera non esiste. Bisogna fare uno sforzo in più per sensibilizzare le persone a riguardo. Serve tempo. Abbiamo sempre detto: «Arriverà. E quando arriverà, esploderà!». Gli italiani sono più di 60 milioni, viaggiano molto e molti di loro lo fanno con budget limitati — soprattutto considerando che gli stipendi in Italia sono stagnanti dagli anni ’90. Se si mettono insieme tutte queste variabili, il risultato non può che essere promettente. Nel 2025, il numero di contatti italiani è rimasto in linea con quello degli anni precedenti, ma quest’anno abbiamo già raggiunto l’85% del totale dei contatti dell’anno scorso. Cosa abbiamo fatto? Abbiamo alzato l’asticella. Stiamo investendo nell’offerta in lingua italiana non solo in Italia, ma anche all’estero.

Sì, avete capito bene. Questa è la grande novità. Abbiamo pensato che, essendo un network italiano, avessimo un vantaggio competitivo: i clienti italiani sarebbero stati più propensi a prenotare un Free Walking Tour all’estero tramite una piattaforma che parla la loro lingua e con cui si sentono familiari. Dopotutto, le persone tendono a scegliere ciò che già conoscono. L’obiettivo è chiaro: diventare la piattaforma di riferimento per i Free Walking Tour in lingua italiana. Da oggi è possibile prenotare sulla nostra piattaforma Free Walking Tour in italiano in molte destinazioni europee e mediterranee. Date un’occhiata alla sezione Tour all’Estero.

Una cosa divertentissima che non faremo mai più: l’esame di abilitazione per guida turistica

Martedì scorso, in Fiera a Ferrara, c’eravamo anche noi!

Non potevamo mancare all’appuntamento con la storia: erano 8 anni, o-t-t-o, che non si teneva un esame di abilitazione alla professione di guida turistica in Emilia-Romagna, così come in tante altre Regioni italiane. In questi 8 anni, il mondo del turismo è cambiato radicalmente. L’Italia invece, un pò per inerzia, un pò per corporativismo tossico, un pò per incapacità, ha mantenuto lo status quo. Finchè, colpo di scena: uno dei governi più conseratori degli ultimi decenni fa qualcosa di inaspettato, mette mano alla riforma del settore. Le aspettative erano abbastanza basse, il risultato all’altezza. Però apprezziamo il gesto.

Ore 9.03, casello di Ferrara Sud. Le previsioni meteo prospettavano una mattinata soleggiata. Invece ci accoglie pioggia e grigiore autunnale. Parcheggiamo. In lontananza, centinaia di persone in fila come in attesa del patibolo: facce tese, sguardi disillusi, pochi sorrisi. Dispensiamo un pò di auguri di buona fortuna, lasciamo qualche biglietto da visita e ci uniamo a quell’umanità sospesa. Da li a poco, la disillusione sarebbe diventata disperazione. Tutto questo mentre un hater tra la folla ci vomita addosso un pò di frustrazione mista ad invidia, apostrofandoci con parole quali “parassiti”, “abusivi”, “truffaldini”, e così via. Ci sblocca vecchi ricordi di gioventù.

Il padiglione 3 straborda. Ci fanno accomodare in file ordinate, a distanza di qualche metro l’un* dall’altr*. Sul tavolino da campeggio – è proprio quello della Decathlon – solo Ipad, documento e acqua. Mi colpiscono alcuni passaggi del breve discorso introduttivo fatto dal Presidente della Commissione esaminatrice: <<Non siate tesi, questo non è l’esame della vita!>>. Insomma… contando che ci sono persone in attesa di questo esame da anni, che pur di lavorare si sono date alla macchia o hanno investito migliaia di euro per abilitarsi all’estero, non sarà l’esame della vita ma per molt* è un momento significativo. C’è chi ha fatto sacrifici per essere qua. Un pò di rispetto signor Presidente!

Sulla complessità dell’esame, nulla da dire. Non avendo fatto neanche lo sforzo di chiedere a ChatGPT un riassunto dello scibile oggetto della verifica, le mie possibilità sono pressochè nulle (a proposito di esame, statistica e complottismo, segnaliamo questo articolo trovato nel Sottosopra del web). Mi aggrappo a reminiscenze scolastiche, un pò di cultura generale, qualche nozione di storia, e comprensione del testo. Le risposte di cui sono certo non arrivano a 20. Poco male. Di certo, il lunotto della Cattedrale di Bitonto mi strappa un sorriso.

Dopo 90 minuti, al termine della prova, in un’atmosfera ormai satura e insalubre, iniziamo a defluire. Sui volti tanta tristezza e dispiacere. Tra chi ha investito tutto e chi lo ha fatto per il plot, proviamo a raccogliere qualche riscontro: <<Vaffanculo!>>, <<Non volete lavorare con me!>>, <<Fatevi pagare>>. Capiamo l’antifona e abbandoniamo, a conferma di ciò che già sapevamo: l’esame di abilitazione non è una soluzione all’incancrenirsi del settore ma parte del problema. Immaginato come strumento di verifica delle competenze, si è trasformato in un dispositivo per impedire l’accesso alla professione più che governarlo, finendo per creare delle vere e proprie caste. Nel corso di questi anni, spesso ci siamo trovati a dialogare con strutture gerontocratiche, rigide e chiuse, più interessate a tutalare i propri interessi che a generare cultura. Così come l’abito non fa il monaco, un tesserino non fa una buona guida turistica. E su questo siamo tutti d’accordo.

chiaroscuro

Chiaroscuro, percorsi di comunità

L’odore di melma e il silenzio del Tevere 

È Flavio che parla. Quarant’anni, romano, ex tossico dipendente. Ospite della comunità terapeutica “La Torre” di Modena, gestita dal gruppo CEIS. Da giugno a settembre dello scorso anno, all’interno del progetto “Ambiente Inclusivo”, patrocinato dal CSI Modena, la nostra associazione ha sviluppato un progetto insieme agli utenti della struttura, denominato Due Ore d’Aria – inizialmente pensato per persone in custodia cautelare. Il percorso ha coinvolto 8 ragazzi e ragazze ospiti della comunità. Durante i 10 incontri che si sono tenuti all’interno degli spazi della Torre, intervallati da alcune uscite propedeutiche di esplorazione urbana, è stato proposto ai ragazzi un percorso creativo di riflessione sulla città. La metodologia utilizzata è stata varia: dai giochi di gruppo, alla scrittura creativa, dal disegno, alla mappatura critica, passando per il publicspeaking. Il risultato finale è stata l’ideazione di un tour guidato cittadino in cui i ragazzi e le ragazze si sono resi protagonisti, associando luoghi e simboli della città alla loro esperienza di vita; l’itinerario ha preso la forma di una performance narrativa in atti, dalle tinte chiaroscure.

Vedere la città con occhi diversi è un esercizio di astrazione. Ci proietta nella dimensione altrui: le esperienze, i traumi, le paure. Ma anche le capacità, le risorse, le speranze” racconta Giovanni Bottari, ideatore del laboratorio. “Ogni esperienza personale è fatta di luci e ombre. Mettersi in ascolto ci predispone alla connessione con l’altro ma anche con noi stessi. Questo laboratorio è stato per me un’esperienza di grande valore, che vorrei poter condividere. Credo sia importante anche per i ragazzi misurarsi con una dimensione pubblica. Siamo finalmente pronti per questo grande passo.

Fatti un regalo!

Il 28 novembre celebriamo il Giving Tuesday. È nato nel 2012 come un’idea semplice: un giorno che incoraggia le persone a fare del bene. Da allora è diventato un movimento globale che dura tutto l’anno e ispira centinaia di milioni di persone a donare, collaborare e celebrare la generosità. L’idea è semplice: che si tratti di far sorridere qualcuno, aiutare un vicino o uno sconosciuto, sostenere una causa o delle persone a cui teniamo, o donare parte di ciò che abbiamo a chi ha bisogno, ogni gesto di generosità conta e ciascuno di noi ha qualcosa da offrire per costruire il mondo migliore in cui tutti vogliamo vivere.

Le iniziative di GivingTuesday sono tracciate in ogni paese e territorio del mondo, e più di 90 nazioni hanno un movimento nazionale ufficiale di GivingTuesday!

Dal #GivingTuesdayItaly al #UnDiaParaDar, dal #MardiJeDonne al #ЩедрыйВторник e oltre, i leader di questi paesi stanno costruendo movimenti GivingTuesday per ispirare maggiori donazioni e coltivare una cultura della generosità nelle loro comunità.

Quest’anno abbiamo deciso di unirci alla celebrazione. Il dono è l’elemento centrale della nostra attività quotidiana: è ciò che facciamo e ciò che riceviamo in cambio. In molte città si terranno tour gratuiti in onore di questa giornata. Unisciti a noi!

E ricordati: in un’economia del dono, più dai, più diventi ricco.

Buon divertimento!!!

Illegal Tour Guides

A Bologna abbiamo un problema, ma non è l’abusivismo

Alcune settimane fa, ricevevamo notifica da parte della Città Metropolitana di Bologna dell’inizio di un’importante campagna di sensibilizzazione contro l’abusivismo turistico, denominata “STOP Guide Abusive”, a firma Confguide, Confcommercio Ascom Bologna e sostenuta da Comune, Territorio Turistico Bologna-Modena, Tper e Bologna Welcome. L’iniziativa avrebbe – usiamo il condizionale – l’ambizioso obiettivo di informare il turista sulle conseguenze di una scelta sconsiderata, ovvero rivolgersi a personale non abilitato per svolgere una visita guidata in città, tramite la stampa di 500 volantini e allestimento di infopoint in giro per la città. Nello stesso periodo, fece scalpore la notizia che, a Bergamo, veniva multata una professoressa in pensione perché, senza averne le qualifiche, accompagnava un gruppo facente parte di un’associazione in visita alla cità. Se da un lato, l’abusivismo è una cosa seria, che lede sia il professionista che il turista, e come tale va trattata; dall’altro, non possiamo aspettarci che iniziative di tale portata possano sortire alcun effetto. Mi auguro siamo tutti d’accordo che il problema non è la professoressa in pensione – alla quale va la nostra vicinanza. L’iniziativa bolognese infatti omette dettagli importanti che ci aiuterebbero a meglio focalizzare una questione ben più complessa.

Facciamo un passo indietro. Forse non tutti sanno che, in Italia, per accompagnare gruppi in visita è necessario essere abilitati alla professione, ovvero aver ottenuto una qualifica e conseguente licenza come guida turistica e/o accompagnatore turistico. Tralasciamo qua l’annosa questione della differenza tra le due figure, che necessiterebbe di un capitolo a parte, e focalizziamoci sulla prima. Ad oggi non esiste una legge nazionale che inquadri la professione ma sono le Regioni gli organi competenti in materia; ne risulta un mosaico legislativo che invece di semplificare fa l’esatto opposto. Ritrovarsi in questo dedalo di leggi e regolamenti non è cosa facile. Infatti molti ci inciampano oppure, meglio, lo scavalcano. Negli ultimi anni, con l’implosione turistica di molte città italiane – caso emblematico è la città di Bologna, la richiesta di servizi turistici è aumentata enormemente, così come si sono diversificate le modalità di offerta. L’enorme domanda non è riuscita ad essere completamente assorbita dai circuiti ‘tradizionali’; vuoi per miopia, vuoi per mancanza di visione e capacità, vuoi perché le richieste erano oggettivamente troppe. Di conseguenza è nato un sottobosco di soggetti più o meno qualificati che ha colmato tale lacuna. Dopo la ‘pausa’ che l’emergenza Covid ha imposto, sottolineando e acuendo le criticità di un settore già impreparato all’accoglienza, quest’anno gli arrivi dovrebbero nuovamente tornare ai livelli del 2019 se non addirittura superarli. Bologna – ma potremmo tranquillamente estendere il caso ad altre città italiane – ci arriva totalmente impreparata, con un sistema di accoglienza frammentato e votato alla quantità più che alla qualità: molte strutture ricettive chiuse durante la pandemia non hanno più aperto e molti professionisti del settore hanno trovato impiego presso lidi più sicuri. L’abusivismo non è cosa di oggi ma è da sempre presente in tutti gli strati del settore, a volte, quando fa comodo, tollerato se non addirittura sponsorizzato dalle istituzioni. Eppure, non si capisce come, a fronte dei 3500 posti di lavoro persi (dati Ascom Bologna) a causa degli abusivi, pochissime guide senza regolare abilitazione vengano segnalate.  O non si sa dove guardare, o il problema è ingigantito. La verità, come sempre, sta nel mezzo. Sono molteplici le piattaforme, principalmente internazionali, che offrono servizi realizzati da soggetti non sempre titolati a farlo: Freetour.com e la stessa Airbnb sono solo alcune delle tante. Per scoprirlo basterebbe poco, visto che nomi, orari e luoghi di ritrovo sono pubblici. All’azione si preferiscono i proclami. La campagna però omette un dato fondamentale per comprendere il problema: la persona che sottrae lavoro alla guida turistica, l’abusivo per intenderci, non può non aver superato l’esame da guida turistica perché l’esame non esiste. Già! Nella sola Emilia Romagna i corsi e gli esami per l’abilitazione alla professione sono chiusi dal 2016. Oggi, una persona che vuole diventare guida turistica semplicemente non può, a meno che non decida di andare a seguire un corso in Romania (e c’è chi l’ha fatto pur di ottenere il titolo). In questo modo, il meccanismo stesso pensato per tutelare la professione, l’esame di abilitazione, agisce al contrario: crea il terreno ideale perché attecchisca l’abusivismo. Non è il lavoro a mancare, anzi; sono le guide turistiche. Basta dare un occhio agli albi provinciali per rendersi conto del gap: delle centinaia di iscritti, meno della metà professa – molti lo tengono come lavoro occasionale – e la maggior parte si trova in seconda età adulta se non addirittura in terza. Da quando è stata introdotta l’abilitazione non c’è stato turn over o ricambio generazionale.

C’è bisogno di una nuova cultura dell’accoglienza.  

Walking Industrial Heritage

WALKING INDUSTRIAL HERITAGE: promuovere il turismo industriale in Emilia Romagna

Perchè le chiese invece delle fabbriche?

Una semplice domanda, quasi ingenua, come quella rivolta dal bambino al genitore: perché appunto. Non c’è una risposta. È così e basta. Hanno deciso loro, i grandi. Il bambino non ci sta, non è giusto: lui vuole andare a vedere i grandi capannoni industriali. Proprio come noi.  

Torniamo allora alla domanda: perché si sceglie di valorizzare una Chiesa del XV secolo e non un vecchio zuccherificio di inizio novecento, la prima completamente restaurata mentre il secondo ormai in rovina? I segni distintivi e caratterizzanti di un territorio sono un costrutto sociale, non esistono in natura. La scelta, della Chiesa o della fabbrica, viene fatta dalla comunità e dai suoi decisori. Negli ultimi anni la promozione turistica nel nostro Paese è stata a senso unico: spremere le città d’arte ed i centri storici fino all’implosione. Le immagini dei tornelli a Venezia sono eloquenti. Benissimo diremo noi operatori del settore, mentre ci sfreghiamo le mani. Poi però arriva la pandemia: più di ogni altra cosa, il Covid19 ha messo in discussione tale modello e per un breve periodo – estate 2020 – si è ri-iniziato a parlare di turismo di prossimità, onde poi ritornare, una volta riaperto il Paese (poi richiuso), al Business as usual. Cosa abbiamo imparato? Niente, abbiamo perso un’occasione. A fronte anche delle sfide e delle criticità che la pandemia ha sottolineato, è necessario ora più che mai rivolgere lo sguardo oltre e provare ad immaginare un orizzonte turistico complementare, partendo appunto dal nostro patrimonio diffuso. Ma quale? Le fabbriche appunto. Il nostro territorio è cosparso di cimeli industriali. Fonderie, miniere, officine, birrifici, produzioni manifatturiere, catene di montaggio, centrali elettriche, villaggi operai e uffici, sono entrati a far parte del paesaggio urbano e della nostra storia – passate e presente – che non vogliamo assolutamente vada perduta. Attraverso l’incontro con varie realtà locali e la messa in rete di pratiche di promozione territoriali uniche, abbiamo dato vita ad un percorso nuovo: la chiameremo la via del patrimonio industriale emiliano romagnolo. Il progetto WALKING INDUSTRIAL HERITAGE ER – Percorsi di Turismo Industriale in Emilia Romagna abbraccia varie città lungo la via Emilia: da Parma fino a Forlì, passando per Reggio Emilia, Modena e Bologna. Il progetto è volto alla valorizzazione del patrimonio industriale regionale attraverso 3 principali azioni: Divulgazione, ovvero organizzazione di conferenze e talk tematici su Industria e Turismo; Formazione, di guide turistiche e operatori del settore su percorsi industriali; e Promozione, tramite l’organizzazione di eventi e visite guidate in loco.  

Il progetto prenderà ufficialmente il via sabato 23 aprile con un evento aperto presso l’ex Scalo Ravone di Bologna, oggi Dumbo Bologna, in via Casarini 19: ci sarà una breve presentazione del progetto da parte dei partner e poi un itinerario turistico nel quartiere Porto alla scoperta della storia delle Popolarissime, delle vicende legate alle ex Officine Grandi Riparazioni di Bologna, per terminare negli spazi di Dumbo, oggi completamente rigenerati e destinati alla cultura. Domenica 1 maggio, in occasione della festa dei lavoratori, saremo a Reggio Emilia per un tour nel quartiere operaio di Santa Croce esterna, nato e cresciuto in osmosi con uno dei complessi industriali più grandi dell’area: le Officine Reggiane. Il 25 saremo a Modena per una passeggiata serale lungo la ferrovia

Il progetto è ambizioso ma ancora in divenire, e soprattutto voglioso di espandere la rete che oggi conta tra i partner: Free Walking Tour Italia, Spazi Indecisi, Save Industrial Heritage e Musei Urbani.

Tra la Chiesa e la fabbrica, noi scegliamo sempre la fabbrica. 

Free Walking Tour lotta per l’eliminazione della violenza di genere

Ogni anno Free Walking Tour Modena, in collaborazione con ONG locali e associazioni per i diritti civili, ha organizzato una passeggiata speciale in omaggio alle donne di Modena: Donne di Modena. Il tour ha ospitato molte testimonianze di donne del territorio che hanno raggiunto importanti traguardi in diversi ambiti: impegno politico, sociale, professionale, ecc.

Il tour ha fatto rivivere figure femminili di rilievo del passato, quando, per la maggior parte delle volte, essere donna era – e in parte lo è ancora – motivo di discriminazione. Qui trovi una breve selezione di storie che riteniamo valga la pena raccontare.

Gina Borellini (1919–2007)
Partigiana e Deputata

Conosciuta come “Kira” durante la Seconda Guerra Mondiale, fu una delle 19 donne a ricevere la Medaglia d’Onore al Valor Militare. Accolse soldati sfuggiti al fronte e poi si unì alla brigata “Remo” insieme al marito. Fu più volte catturata e torturata, ma non cedette mai. Dopo la guerra divenne deputata e fondò l’UDI – Unione Donne in Italia – dove si batté per i diritti civili delle donne fino alla sua morte.

Alfonsina Strada (1891–1959)
Ciclista

Alfonsina Strada fu la prima donna a partecipare al Giro d’Italia. Fu tra le 30 cicliste che tagliarono il traguardo (i partecipanti erano quasi 90). Continuò la sua carriera sportiva fino a stabilire il record femminile a Longchamp nel 1938. Dopo il ritiro, aprì una bottega di ciclofficina a Milano, dove riparava biciclette.

Virginia Reiter (1862–1937)
Attrice

Virginia Reiter era un’attrice teatrale di grande talento. Nel 1882 entrò nella sua prima compagnia con Giovanni Emanuel e dopo soli cinque anni divenne prima attrice. Raggiunse il successo in Italia e all’estero. Nel 1900 fondò la propria compagnia con Francesco Pasta, in cui portò in scena capolavori come Madame Sans-Gêne di Victorien Sardou e Émile Moreau. Contribuì a superare i rigidi confini tra generi e ruoli.

Le paltadore

Oggi in dialetto modenese “paltadora” indica una donna loquace, ma l’origine del termine è ben diversa. “Paltadore” era il nome delle donne che lavoravano alla manifattura tabacchi di Modena. Nel 1850 erano quasi 1500 e il lavoro, così ripetitivo, consentiva loro di parlare per passare il tempo. La cosa più bella delle paltadore era il forte legame di solidarietà che si creava: quando una era in difficoltà, le altre la aiutavano subito e alcune accudivano persino i figli delle colleghe impossibilitate.

Un giorno a Modena: 5 cose da fare assolutamente!

Forse nella tua vita avrai sentito parlare di Modena, sia per l’Aceto Balsamico che per le auto di lusso come Maserati o Ferrari. Se stai visitando il Nord Italia, vale la pena fare una tappa in città.

Modena è facilmente raggiungibile in treno o in auto (no, non abbiamo un aeroporto). È ben collegata alle principali città del Nord Italia come Milano, Bologna, Parma e Verona. Ti consigliamo di evitare l’auto e optare per soluzioni più green come i mezzi pubblici: nonostante i ritardi, i treni italiani restano un’opzione economica e confortevole (prendi un Regionale o un Regionale Veloce, orari su trenitalia.com). La stazione si trova al confine esterno del centro storico. A piedi potrai raggiungere quasi tutto in 20–30 minuti.

Le origini di Modena risalgono all’epoca preromana, ma è stato durante il periodo romano che iniziò il suo sviluppo. Come molte città italiane, Modena godette a lungo di uno status di città-stato indipendente prima di diventare un ducato semi-autonomo. Fu sotto il governo ducale che la città conobbe il suo secolo d’oro.

Il cuore del centro storico è Piazza Grande, con il suo sito UNESCO: il Duomo e la Ghirlandina. Il Duomo, iniziato nel 1099, è uno degli esempi più significativi e meglio conservati di stile romanico al mondo. La torre è il punto più alto e il simbolo della città. L’origine del nome Ghirlandina ha molte leggende: la più curiosa viene dalla Spagna, dove dopo l’espulsione degli ebrei dalla Spagna cattolica, alcuni si trasferirono a Modena, insediandosi nell’area di Piazza Mazzini – che sarebbe poi diventata il Ghetto – dove ancora spicca la Sinagoga ottocentesca. Guardando quella torre, ricordava loro la Giralda di Siviglia; poiché la torre modenese era più bassa, aggiunsero il diminutivo italiano -ina: da Giralda nacque Ghirlandina.

Non perdere il nostro Free Walking Tour Modena.

Se stai ancora leggendo, significa che è quasi ora di pranzo. Vai al Mercato Albinelli, dove troverai tutti i prodotti e i piatti tradizionali della nostra terra: tortellini, prosciutto, vino e tante botteghe dove sederti e gustare il tuo pasto!

Se invece vuoi immergerti ancora di più nel mondo del cibo con una guida esperta, abbiamo qualcosa per te: EAT Modena è un’esperienza di street food locale pensata per gli amanti del buon cibo. Scopri di più su EAT Modena – Street Food Tour

Nel pomeriggio hai ancora tempo per un “dessert architettonico”: il Palazzo Ducale (oggi Accademia Militare) in Piazza Roma, il Giardino Pubblico (un tempo orto ducale), i Chiostri di San Pietro e il Palazzo dei Musei.

Se pensi di aver bisogno di una guida per muoverti e scoprire ogni angolo, contattaci via email o telefono. Lo abbiamo chiamato WALK, ma puoi pensarlo come un tour privato della città: una guida esperta ti accompagnerà alla scoperta di tutte le meraviglie e non solo! Scrivi a Walk Modena – Private Tour e inizia il tuo viaggio!

Ma che diavolo è un Free Walking Tour?

Hai mai provato a spiegare la tua attività a chi non ne ha la minima idea? Abbiamo tre semplici parole da farti imparare: Free Walking Tour.

Che diavolo è un Free Walking Tour?

Se hai mai visitato una città, potresti aver visto gruppi di giovani seguire qualcuno che li guida. Molto probabilmente, si tratta di un Free Walking Tour.

Free Walking Tour è l’espressione che indica una visita guidata gratuita in città, una passeggiata introduttiva con una guida esperta. L’aggettivo Free qui sta per Libertà: sei libero di unirti, libero di andare via se non ti piace, libero di lasciare una mancia alla guida se hai gradito l’esperienza.

Non abbiamo certo inventato nulla di nuovo: il Free Walking Tour esiste dal 2004, quando è nato attorno a Berlino, in Germania. Da lì si è diffuso in tutto il mondo, fino ad arrivare in Italia.

Se gli italiani l’hanno scoperto in Europa, non sanno che una cosa simile esiste anche in Italia. Infatti, dal 2017, una rete indipendente di Free Walking Tour Italiani collega diverse esperienze di free tour in tutta la penisola. Ora che lo sai, approfittane!

Molti viaggiatori esperti, a differenza degli italiani, conoscono bene questo format e vi partecipano ogni volta che ne trovano uno. Trovare quello giusto è semplice, se sai dove cercare.

Puoi digitare le parole magiche Free Walking Tour seguite dalla città di tuo interesse e controllare i risultati. Troverai molte proposte, ma solo una vera: Free Walking Tour Italia (www.freewalkingtouritalia.com)

Se sei poco pratico di computer, mentre esplori la città cerca la bandiera del Free Walking Tour: di solito è collocata in spazi visibili e aperti. Non potrai sbagliarti!

Infine, chiedi al tuo host; speriamo sia al corrente!

Ci sono migliaia di ragioni per cui dovresti scegliere un Free Walking Tour, per esempio incontrare nuove persone o scoprire dettagli inediti sulla città che visiti. Non devi preoccuparti del denaro: che tu abbia pochi soldi o sia un donatore generoso, per noi paghi quello che vuoi.

La prenotazione è semplice e gratuita.

Perché non farlo subito?

Non vediamo l’ora di incontrarti!

I free tour più popolari:

–> Free Walking Tour Bologna 

–> Free Walking Tour Verona

–> Free Walking Tour Siena

–> Free Walking Tour Lecce

I migliori Free Walking Tour in Italia

L’Italia è famosa per il suo cibo, i suoi monumenti, la sua gente affascinante e divertente… e le sue incredibili guide turistiche gratuite. Vuoi conoscerle? Basta presentarti e partecipare a un free walking tour. La maggior parte delle destinazioni turistiche italiane ne ha uno, e in molti casi ti sarà difficile scegliere quello giusto.

In città come Roma o Firenze potresti imbatterti in fino a otto tour gratuiti diversi. Qual è quello “vero”? Attenzione, il web può facilmente ingannarti: è pieno di piattaforme che ti propongono un’esperienza autentica e locale.

Ecco qualche consiglio per non lasciarti ingannare:

  • Evita le piattaforme internazionali, punta sul locale
  • Evita i tour sponsorizzati: non rendere Google più ricco di quanto merita
  • Diffida delle imitazioni: molti free tour sono gestiti da persone non abilitate come guide; affidati a professionisti

Affidati a Free Walking Tour Italia: è la prima rete italiana indipendente di free tour

Le nostre guide sono locali, certificate e affidabili.

Free Walking Tour Bologna: sono le migliori guide gratuite in città: giovani, appassionate e divertenti. Dal 2017 offrono tour giornalieri e tanto divertimento. Il modo migliore per scoprire la città.

Free Tour Torino: Angelo e Francesca sono due giovani viaggiatori che condividono una passione: incontrare persone da tutto il mondo e mostrare loro la bellezza della loro città come veri locali.

Free Walking Tour Bari: Anna, Giuseppe e Fabrizio sono guide da sogno. Dal 2015 progettano e conducono tour in città per farti vivere Bari come un abitante del luogo, raccontandola con uno storytelling autentico e coinvolgente.

Free Walking Tour Modena: qui è dove tutto è iniziato. Se passi da Modena, ricorda di cercare Loredana e Francesca. Sono le guide del Free Walking Tour fin dall’inizio. Un’esperienza che vale la pena!

Free Walking Tour Verona: Serena e Andrea sono due guide sorridenti e spassose, che ti conquisteranno con il loro modo di presentarti Verona. Alla fine vorrai subito un altro tour!

Free Walk in Venice: Lucia è una guida ufficiale freelance a Venezia, grande amante della città e fortunata nel fare il miglior lavoro nel luogo più bello del mondo.

Florence Free Tour Tale: è un gruppo di guide certificate di Firenze, che hanno deciso di mostrare la città ai viaggiatori in modo completamente nuovo! I loro tour si basano su storie e aneddoti divertenti per farti imparare e divertirti ogni minuto con loro.

Free Walking Tour Siena: Arianna è la new entry nella famiglia, ma la sa lunga!

Free Walking Tour Lecce: Dino è il signore di Lecce. Lui sa tutto quello che tu pensi di sapere!

Free Tour Catania: sono due amici di lunga data appassionati della cultura, dell’arte e della natura della loro terra, pronti a condurti negli angoli nascosti di questa città barocca monumentale; per questo hanno deciso di avviare il free walking tour a Catania.

Free Walking Tour Palermo: nasce dall’idea di tre amici appassionati di cultura, tradizioni e storia siciliana. Il loro obiettivo è promuovere, con mezzi non convenzionali, un modello di ecoturismo internazionale. Amano Palermo, hanno viaggiato molto e sono tornati per offrire una visione diversa di Zyz, Balarm, Panormus, Palermo e della Sicilia.

Free Tours Cagliari: acchiappa il fenicottero rosa!

Ex Fonderie Riunite Modena

ITER.DIFFUSO | Percorsi sulla memoria storica a Modena

Che differenza c’è tra una Chiesa del XIV secolo e una vecchia fabbrica dismessa di inizio Novecento? Cosa ci raccontano questi due luoghi della nostra città? Ma soprattutto, perché si sceglie di valorizzare la prima e abbandonare la seconda?

E’ una questione di significati e visioni, spesso contrapposti. Se prendiamo ad esempio una visita guidata della città e quanto di turisticamente rilevante venga offerto, vedremo come questa inizi e termini dentro le mura della città, nel suo centro storico. Come se fuori non esistesse altro, come se la storia della città si fosse fermata ad una determinata epoca storica. La scelta dell’epoca e cosa valorizzare è ovviamente una scelta politica. Eppure, noi che Modena la viviamo, sappiamo come questa sia ricca di significati altri, ma soprattutto altrove. Basta solo allargare lo sguardo.

La rassegna di itinerari culturali sui quartieri periferici cittadini, denominata ITER.DIFFUSO | Percorsi sulla memoria storica di quartiere, vuole esattamente porre lo sguardo su quell’altrove, focalizzare l’attenzione sull’altra città, la città che sfugge, che corre lungo la ferrovia e si sviluppa nei quartieri popolari e operai. Per la prima volta, Free Walking Tour Modena propone due percorsi che hanno il loro baricentro imperniato sul quartiere 2 e l’Area Nord della città.

Si inizierà con una passeggiata sull’acqua, importante direttrice di sviluppo della città proto-industriale, prima delle ferrovie e del trasporto su gomma. Il tour è intitolato in onore della Darsena di città, oggi parcheggio aldilà della ferrovia. Infatti è proprio con la costruzione della ferrovia che la zona portuale modenese venne spostata da Corso Vittorio Emanuele alla sua attuale posizione. Il quartiere intorno cresce e si sviluppa con il comparto manifatturiero-industriale che sorgerà lungo le acque e il ‘porto’. La prima data è fissata per domenica 6 giugno alle ore 18.00 (la seconda il 20 giugno) con partenza da Piazza Roma, davanti all’Accademia. Saranno con noi i volontari di Modena Sobborghi, associazione giovanile impegnata nella rigenerazione urbana dell’Area, e gli architetti di G124 – il gruppo di lavoro del senatore Renzo Piano sulle periferie e la città che sarà – che presenterà il progetto appena concluso di riqualificazione del Parco XXII.

Dall’acqua passeremo alle vie ferrate con il racconto della Modena industriale e operaia. Questo itinerario lungo la ferrovia vuole raccontare il patrimonio industriale modenese, fatto di vecchi stabili ma anche nuovi progetti di rigenerazione urbana. Una parte della città dove si nascondono non solo gioielli architettonici ma anche storia e memorie che riaffiorano ad ogni angolo. L’ex Manifattura Tabacchi, il Pallamaglio, la Popolarissima, l’ex Frigoriferi Adami, il Garage Ferrari, l’ex Oleificio Benassati, saranno solo alcuni dei luoghi toccati dal tour.

Path nr.1: Cith Harbor

Path nr.2: The Industrial Town

Street Art In Ravenna

Street Art a Ravenna: percorsi di Arte Urbana

Siamo nell’era del labirinto edilizio, che risponde alle leggi della pianificazione urbana e noi ci viviamo dentro. Ecco che i murales, le scritte, lasciano un passaggio, un’interazione, sono una traccia, un punto di riferimento, delle briciole (monumentali, a volte!), un filo di Arianna. L’unico sistema per orientarsi è perdersi: la deriva è l’approccio con cui si esplora il nostro contesto psicogeografico.

Free Walking Tour Ravenna, in collaborazione con Elisabetta Borda Guida Turistica, lancia la prima rassegna di itinerari guidati sull’arte urbana ravennate. “Abbiamo scelto di spezzare il percorso sull’arte urbana in due momenti differenti, offrendo due scenari diversi”. Il primo legato alla Darsena di Città, zona di transizione, dove la natura illegale, quanto effimera, dell’arte di strada, transita verso un nuovo scopo e diventa mezzo di rigenerazione urbana. Il secondo itinerario – in bici – percorre le vie Tommaso Gulli e le sue adiacenze, fino alla “Cittadella della Street Art”, al limite dell’aggregato suburbano. I muri realizzati in diverse edizioni del Festival Subsidenze ridisegnano il volto del quartiere e diventano l’ossatura di un discorso tra individuo e architettura.

Il nostro tour inizia nell’area dell’Almagià, vecchio complesso industriale per la produzione di  zolfo, oggi completamente rigenerato. Qui incontriamo il nostro primo artista, Hope. Di origine pugliese, Hope vive e lavora tra Italia, Brasile e Spagna. I suoi mondi sospesi e l’immaginario galattico fermano nel tempo i ricordi infantili: l’incanto e le emozioni di un piccolo cosmonauta. L’opera, eseguita interamente a bomboletta, risale al 2016. L’altro artista è About Ponny: utilizza maschere a stencil e dipinge essenzialmente per il gusto di farlo; non sempre è necessario scovare un messaggio nei suoi ritratti. Infatti, sono i ritratti stessi a parlare: può essere il volto di Gandhi, di Lucio Dalla, o del bambino archetipo dell’innocenza.

Spostandoci sulla strada che affianca il Canale Candiano, troviamo il “Dottore”, opera collettiva realizzata da “Romagna in Fiore” nel 2011, che vede la partecipazione di circa 20 artisti. Di altra visione è Dissenso cognitivo, collettivo di artisti nato a Ravenna nel 2012. Se a loro possa piacere o meno essere inseriti in un tour non ne abbiamo idea: non qualificano l’arte come mezzo di rigenerazione urbana e operano in contesti non istituzionalizzati. Ravenna è cosparsa di loro opere, in città e provincia. Pitture murali o pitture a tinta di ruggine che rimandano ad un’estetica controversa: visioni da fantascienza post-apocalittica o di estrema commistione tra biologico e tecnologico.

Muovendoci in zona Tommaso Gulli, il primo artista che troviamo, all’incrocio tra via Trieste e via Piave è Pixel Pancho, con il suo “The Last Kiss”, realizzato per Festival Subsidenze 2015. Dal suo interesse per la robotica nasce la sua poetica ‘meccanomorfa’, dove i sentimenti umanizzano gli involucri meccanici e ne minano la perfezione. Addentrandoci nel quartiere troviamo Jim Avignon e il suo “City of Memories”. Il suo muro, realizzato per il Festival Subsidenze 2015, è apparso in un documentario di Sky Arte sulla street-art nelle città italiane. Di origini tedesche, Jim Avignon è un artista di strada a tutto tondo: è pittore, illustratore e musicista. I suoi riferimenti guardano alla pop-art e al fumetto. Il monumentale melting pot di via Gulli richiama un variegato insieme di identità e memorie.

Raggiungiamo adesso la Cittadella con Ericailcane e Bastardilla, lui italiano, lei colombiana, sono marito e moglie. I due muri, realizzati per il Festival Subsidenze nel 2019, si affacciano sul perimetro esteriore di quella che è stata rinominata la “Cittadella della Street-Art”. Le loro esecuzioni hanno spesso un carattere politico e sociale, ed entrambi i muri sono dedicati al 25 Aprile, giorno stesso in cui sono stati dipinti. La locusta e il bruco sono, nella metafora, due animali piccolissimi che possono distruggere un sistema oppressivo.

Terminiamo con l’edizione 2021 del Festival, dedicata a Dante e Virgilio: Millo (originario di Mesagne, Brindisi) ha interpretato le due figure incorporandole nei suoi ricorrenti bambini giganti, sovrastanti le città minuscole, e richiamando le architetture circostanti. Ultimo è Luogo comune (Cremona) che esegue una lettura verticale della divina commedia: dall’ingresso nella selva oscura fino ai cieli del Paradiso. Di grande impatto visivo, gioca con la tonalità e le geometrie. Nelle sue opere lavora sulla sintesi degli elementi che comprendono l’elaborazione, la composizione e l’uso del colore. Il suo tag vuole prendere un po’ in giro tutti gli stereotipi e, in qualche modo, rielaborarli.

Che viaggiatore sei?

I viaggiatori sono una specie umana molto diffusa. Il loro habitat naturale è il mondo, ma preferiscono climi economici e fuori dai percorsi battuti. Di solito viaggiano da soli, ma una volta trovato un buon posto dove stabilirsi tendono a riprodursi. Dopo anni di ricerche sul campo, siamo riusciti a identificare diverse tipologie di viaggiatore.

Che tipo di viaggiatore sei?

Il pianificatore compulsivo: passi ore e ore sul web cercando di raccogliere quante più informazioni possibili sulla tua prossima destinazione. Leggi di tradizioni, cultura, cibo, luoghi da vedere, prezzi, sistema sanitario, malattie, vita notturna, vita diurna, dress code; segui persino un webinar intensivo di lingua. Prepari un programma dettagliato di ogni giorno. Ogni singolo momento del viaggio è ottimizzato. Stampi mappe, biglietti, prenotazioni, copia del passaporto, polizza assicurativa, articoli interessanti. Poi scopri che il volo è stato cancellato a causa del Covid-19.

Il cacciatore di low cost: il tuo budget giornaliero di viaggio è poco sopra la soglia di povertà. Sei iscritto ad almeno dieci siti con domini contenenti parole come “on a budget”, “less than a dollar”, “without money”. Non prenoti mai un biglietto oltre i 10€; per andare da Parigi a Londra hai fatto uno scalo a San Paolo, Brasile. Couchsurfing era il tuo mantra, finché non hanno cominciato a farti pagare. Stalki i profili dei tuoi ex compagni di università per sapere dove vivono. La tua chat è piena di messaggi senza risposta: «Ciao, come va? Vengo a […]»

Il drogato di viaggio: collezioni timbri sul passaporto. Il tuo lavoro è una pausa tra un viaggio e l’altro. Guardi il calendario e non vedi altro che ponti. Viaggi da solo, prendi decisioni in fretta e il tuo bagaglio è leggero: due paia di calzini, qualche mutanda, un paio di pantaloni, due camicie, un maglione, una giacca. Gli aeroporti sono la tua casa, l’unico posto dove ti senti libero.

L’istagrammer: se un posto non è “Instagrammabile”, non vale la pena visitarlo. Cambi outfit più volte al giorno in base alla location: spiaggia, ristorante, tramonto, montagna, movida. Per un weekend di tre giorni hai portato tre valigie. Filtri e luci non hanno segreti per te. Se non posti almeno cinque storie al giorno vai in panico. Vivi la tua vita a cinquanta like alla volta.

Il festaiolo: la mattina non esiste per te. Non ti interessa monumenti o musei – sono tutti uguali, ami i bar e i locali dove si trova l’anima vera di un posto. Non visiti molto di un Paese, più sei vicino alla musica e meglio è. La tua dieta è fatta di birra e gin. Mangia poco e male. Dopo una vacanza con te, i tuoi amici hanno bisogno di una settimana di recupero. Ti ricordi quel viaggio in Vietnam, quando sei quasi morto?

Il colto: ora che abbiamo visitato i Musei Capitolini, il Museo dell’Ara Pacis, i Mercati di Traiano, il Museo dei Fori Imperiali, il Museo di Roma a Palazzo Braschi, il Museo Napoleonico, il Museo di Scultura Antica Giovanni Barracco, il Museo Carlo Bilotti, il Museo Pietro Canonica, il Museo delle Mura, possiamo andare a prenderci una birra?

Il “food nazi”: ti emozioni per il cibo solo quando cucina tua nonna. Tutto il resto è spazzatura. Scegliere dove mangiare è una ricerca infinita. Non ti piace nulla se non il cibo locale, il tuo cibo locale.

Il partner perfetto: il Paese migliore che tu abbia mai visitato era quello con il piano tariffario mobile più vantaggioso. Il tuo/la tua ragazzo/a vuole sapere ogni dettaglio del viaggio. Lo/la aggiorni ogni due ore, a volte persino prima che succedano le cose.

Manifattura Tabacchi Bologna

Turismo Industriale a Bologna

Avete mai passeggiato la mattina presto sulle rive del Navile, dato uno sguardo alle rovine delle vecchie manifatture che un tempo affollavano le sue rive, visitato il Museo del Patrimonio Industriale che conserva la storia della seta bolognese?! Il canale è uno dei simboli di Bologna, al quale la città deve la sua grandezza, creato per deviare le acque fin dentro il suo cuore manifatturiero e dare energia a concerie e opifici. Venne poi la seconda rivoluzione industriale e l’acqua cedette il posto ai combustibili, le manifatture ai complessi industriali. Poi la crisi, la fine degli aiuti di stato, la globalizzazione. Oggi è possibile visitare un parco archeologico post-industriale a cielo aperto se si percorre via Ferrarese, dove un tempo passava la tranvia Bologna-Malalbergo. Storie di straordinaria de-industrializzazione. Un paesaggio poetico per chi ne sa cogliere le sfumature e riesumare la storia.

Ciò che hanno fatto Free Walking Tour Bologna e Save Industrial Heritage, raccontare attraverso vie d’acqua e fabbriche dismesse la storia manifatturiera e industriale della città. WALKING INDUSTRIAL HERITAGE è la rassegna di itinerari turistici industriali per toccare con mano le opere e le storie che hanno reso Bologna uno dei maggiori centri manifatturieri italiani.

Photo Credits: Jacopo Ibello

Prendersi una pausa non significa abbandonare il viaggio

Abbiamo aspettato fino ad ora per prendere una posizione su ciò che sta accadendo in Italia – e nel mondo. Stiamo affrontando un’emergenza di cui non conosciamo ancora la portata. La situazione cambia di giorno in giorno, così come gli interventi del governo. È difficile prevedere. Alle proclamazioni e agli appelli alla calma, abbiamo preferito il silenzio. Volevamo evitare di aggiungere confusione a una situazione già confusa, parlando di qualcosa che non conosciamo. Non siamo medici né politici: camminiamo, raccontiamo storie, facciamo rivivere emozioni ed esperienze. Le campane stanno suonando per tutti, è arrivato il momento di fermarsi, almeno per un po’, finché l’emergenza non sarà passata. Se la portata dell’emergenza non è certa, chiare sono però le conseguenze (e non soltanto quelle economiche). Dobbiamo ora prenderci cura degli altri più che del nostro interesse personale. I benefici futuri supereranno i spese di oggi. La solidarietà è sempre stata per noi un valore fondamentale, qualcosa in cui crediamo profondamente.

Stiamo vivendo un momento straordinario. Possiamo scegliere di arrenderci oppure di approfittare della situazione per andare avanti. Non esiste tempesta senza una speranza di sereno. È proprio durante le crisi che genio, creatività e resilienza favoriscono il cambiamento, mostrando fin dove può arrivare la capacità umana. A questa chiusura seguirà una nuova riapertura – più responsabile; la gente ricomincerà a muoversi, viaggiare, stare insieme e ad apprezzare le piccole cose che il nostro Paese ha da offrire. Quando sarà tutto finito, la prima cosa che faremo sarà uscire, camminare, insieme a un amico, ai genitori o da soli, godendoci una giornata di sole come quella di oggi. Noi, le persone di Free Walking Tour Italia, saremo lì ad aspettarvi, come abbiamo sempre fatto.

Ci ritroveremo dove ora ci separiamo.

Welcome to Modena 2029

2019, un anno eccezionale!

L’anno sta per volgere al termine ed è subito tempo di bilanci: guardiamo indietro ai mesi passati e ci continuiamo a chiedere come abbiamo fatto a sopravvivere.

È stato un anno difficile, costellato di eventi inattesi: viaggi oltreoceano interminabili, la foresta amazzonica in fiamme, interminabili discussioni con le associazioni di categoria, l’imminente BREXIT, progetti innovativi praticamente impossibili da portare a termine, l’ILVA di Taranto… ma ce l’abbiamo fatta!

NON SOLO! Abbiamo raggiunto risultati incredibili che solamente un anno fa sembravano irraggiungibili!

Nel 2019 quasi 10’000 persone hanno partecipato alle nostre attività nelle sole città di Bologna, Modena, Verona, Reggio Emilia e Bergamo!! Se pensiamo che nel 2017 i partecipanti erano stati solamente 1000, il risultato non è male!

Anche il fatturato più che raddoppia rispetto al 2018, entrando a tutti gli effetti quale nuovo player del settore turistico italiano, con una offerta unica e differenziata rispetto agli altri attori, potendo contare tra l’altro di un’altra specificità totalmente nostra: un controllo ed una cura totale delle nostre attività, dal booking all’esecuzione del tour.

Nonostante i grandi impegni, non abbiamo rinunciato ai nostri valori ed alla vocazione sociale che, fin dal principio, contraddistinto la nostra società. Se nel 2018 ci eravamo focalizzati sul tema delle migrazioni e dell’integrazione (Sguardi Diversi), il 2019 è stato l’anno della valorizzazione delle periferie, per dare vita a nuovi itinerari e valorizzare il patrimonio culturale e turistico italiano. Questo è stato reso possibile anche grazie al supporto del Comune di Bologna e della Fondazione Innovazione Urbana, partner di progetto.

Il 2019 ha poi saputo sbalordirci fino alla fine con due notizie inaspettate:

  1. La vittoria del premio Modena Smart Life 2029 per l’innovazione turistica con il progetto “ITER Diffuso ”;
  2. La selezione della nostra start-up per un percorso di accelerazione all’interno del progetto “Collisione”

Il 2019 ci abbandona lasciandoci con un sorriso sul volto, orgogliosi di esserci impegnati al massimo, fieri dei risultati ottenuti e consapevoli delle numerose sfide che il 2020 ci riserverà.

Ci teniamo a ringraziare tutti coloro che ci hanno supportato e dato fiducia in questi pochi anni di attività: collaboratori, turisti, amici e famigliari. Se il sogno, pezzo dopo pezzo, diventa realtà è grazie a voi, che ci avete spronato a non mollare, a dare di più e a non accontentarci.

Dal profondo del cuore il TEAM FREE WALKING TOUR ITALIA augura a tutti voi che ci leggete un fantastico 2020, pieno di soddisfazioni e di allegria.

Un abbraccio!

Nell’economia del dono noi crediamo

A cosa ci riferiamo quando parliamo di Free Walking Tour? Molti sono alle prime armi con questo concetto e pensano subito che “free” significhi “senza costo o pagamento”. Perché dovrei dunque lavorare gratis? Ma qui stiamo perdendo il punto. Il dizionario inglese dà più di venti significati diversi per il termine “free”; uno soltanto di questi è “senza costo o pagamento”. Quando parliamo di Free, ci riferiamo alla libertà, non al prezzo: ossia “la capacità di agire o essere fatto come si desidera; non sotto il controllo di un altro”. Solo tenendo presente questa premessa è possibile capire davvero la nostra idea di Free Walking Tour.

Si tratta di un’attività a cui le persone decidono di partecipare liberamente, senza alcun obbligo. Quanto costa? Proprio questo è il punto: non esiste un prezzo fisso, ciascuno stabilisce personalmente quanto valga. Il Free Walking Tour, come molte altre realtà – pensate alle tecnologie open source – si fonda sull’economia del dono, ovvero un sistema economico in cui beni e servizi non vengono scambiati o venduti, ma offerti senza un accordo esplicito, secondo la dinamica DARE-RICEVERE-RESTITUIRE (nota anche come “circolo del dono”).

In una società persuasa ad accumulare o acquistare cose, donare è davvero una scelta radicale. Tuttavia, tutti noi conosciamo o viviamo in sistemi di economia del dono: donare è qualcosa che facciamo ogni giorno perché ci fa stare bene. Il dono è sempre stato uno dei tratti distintivi della società umana; soltanto oggi, con la prevalenza dell’economia di mercato, è diventato qualcosa di personale, limitato alla nostra sfera privata. Eppure, gli esempi di attività basate sulle donazioni sono molti – basti pensare all’economia domestica!

La differenza principale è la libertà: l’assenza di costrizioni, contratti o coercizioni tra le parti. Non significa che non esistano obblighi – parleremmo piuttosto di «gratitudine»: se qualcuno ci dona qualcosa, sentiamo di dover ricambiare – significa invece che non ci sono garanzie: sono i partecipanti a stabilire il prezzo. Concedere libertà alle persone si rivela una strategia vincente: diventano più consapevoli del valore di ciò che fanno o acquistano.

L’attenzione si sposta dalle cose scambiate alle persone che scambiano, mosse da un senso di equità e dalle proprie risorse. Siamo tutti pazzi a fidarci dell’economia del dono? Non lo crediamo. Vorremmo vivere in un’economia più umana. Dobbiamo abbattere il mantra del prezzo come unico valore e ricominciare a mettere le persone al primo posto.

La rete italiana dei Free Walking Tour si incontra a Torino

Il 29 e 30 novembre e il 1° dicembre si è tenuto a Torino il terzo incontro della rete italiana dei Free Walking Tour. Realtà provenienti da tutta Italia si sono riunite per partecipare a un appuntamento ormai imperdibile: tre giorni di condivisione e dibattiti su idee, proposte e sfide. Dall’incontro inaugurale di Modena nell’ottobre 2017 molte cose sono cambiate: innanzitutto i Free Walking Tour sono sempre più percepiti in modo positivo dall’opinione pubblica italiana e dalle guide turistiche. Un numero crescente di persone si impegna nel progetto, riconoscendo le caratteristiche innovative e coinvolgenti di un format culturale in continua evoluzione. Questo potenziale di crescita ha attirato l’attenzione anche di operatori internazionali, che ora guardano al mercato italiano come nuova frontiera per l’espansione del loro business. Ciò solleva una domanda cruciale: come fare la differenza? In un momento in cui sempre più attori si affacciano sul mercato, come creiamo valore? Abbiamo ideato una campagna sociale che pone l’accento sull’impiego esclusivo di guide turistiche abilitate, sull’impatto sociale dell’economia circolare e sull’approccio people-centered della nostra azione, solo per fare alcuni esempi. Ora siamo diversi, ma chi siamo davvero? Free Walking Tour Italia è prima di tutto una rete di persone che condividono una visione e un’identità forte. Quest’ultima è emersa come tema centrale durante i workshop «Come veniamo percepiti dall’esterno?» e «Come proiettiamo l’identità?».

La costruzione dell’identità è stata evidenziata come uno strumento strategico molto potente per ampliare la rete e catturare l’attenzione di nuove guide turistiche locali desiderose di collaborare. I Free Walking Tour sono stati a lungo percepiti come il nemico delle guide turistiche abilitate, a causa dell’idea diffusa che fossero gestiti principalmente da dilettanti non autorizzati. Non è più così: molte guide abilitate hanno deciso volontariamente di avviare il proprio Free Walking Tour perché ritengono sia un modo autentico per promuovere la cultura locale e vivere la propria professione con maggiore libertà, anziché rischiare di essere sfruttate dai tour operator. Free Walking Tour Italia desidera promuovere un modello di turismo diverso e più umano – relazionale, rispettoso e circolare – per un approccio “dal basso” al nostro patrimonio culturale. Vorremmo dare il benvenuto a tutte le guide turistiche che desiderano diventare partner della nostra rete. Sappiamo che il 2020 sarà un anno di sfide, ma ci sentiamo ora abbastanza saggi per affrontarle.

Crediti foto: Marco (Merk) Bruno

Free Walking Tour Italia - Verona Free Tour

Free Walking Tour Verona: un nuovo inizio!

Dopo una breve pausa, Free Walking Tour Verona è finalmente tornato e completamente rinnovato. Il proverbio “bisogna cambiare per restare se stessi” è probabilmente la migliore descrizione della metamorfosi che abbiamo attraversato. Avevamo la sensazione che Free Walking Tour Verona avesse raggiunto un punto molto importante nel panorama turistico della città, ma mancava qualcosa.

Abbiamo quindi deciso di ripartire dalle basi e ridefinire tutti gli aspetti dell’attività, dall’itinerario al modo di condurre il tour, dagli aspetti di marketing al branding. Uno dei punti cruciali è stata l’introduzione di una nuova guida, pienamente certificata, con una profonda conoscenza della città e un grande sorriso.

Strategicamente importante è stata anche la rinnovata collaborazione con la rete Free Walking Tour Italia, che ci ha supportato nella definizione di una nuova e più efficace strategia di marketing. C’è ancora molto da fare e altre sorprese sono in arrivo, ma per il momento siamo semplicemente felici di accogliere di nuovo i turisti a Verona, mostrar loro questa città fantastica nel modo in cui la vediamo e permettere loro di godersela appieno!

Vedere per credere: vi invitiamo tutti a unirvi al nostro Free Walking Tour Verona: ogni giorno alle 10.30 da Arco dei Gavi. Il sabato alle 15.30 in italiano.

Per prenotazioni e ulteriori informazioni sul tour, visita:

Free Walking Tour Verona

Free Tour Verona

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Neighbourhood Walks

Passeggiate di Quartiere, un progetto di Free Walking Tour Bologna e Fondazione Innovazione Urbana

Sei quartieri di Bologna, sei percorsi guidati. Un racconto urbano sulle forme, relazioni e spazio pubblico aldilà delle mura, attraverso itinerari diffusi alla ricerca di voci e luoghi della memoria ed identità culturale di quartiere. Al via il 16 luglio la rassegna Passeggiate di Quartiere. Dinamiche, spazi e identità.

La rassegna di itinerari diffusi sul territorio, a cura di Free Walking Tour Bologna in collaborazione con la Fondazione per l’Innovazione Urbana e il contributo del Comune di Bologna, intende dare voce alla città oltre le Torri, una città che spesso non si nota eppure vive, rumoreggia, respira, si rigenera. Si chiama Bologna ma si legge Borgo Panigale, Porto, San Vitale. Non esiste sulle mappe del turismo tradizionale ma racchiude dinamiche, spazi e identità che vogliamo raccontare.

Passeggiate di Quartiere racconta le dinamiche, gli spazi e le rigenerazioni urbane viste dall’interno, tramite le voci e il coinvolgimento diretto di chi i quartieri li abita, li vive, li sviluppa. I percorsi guidati punteranno a valorizzare le dimensioni ambientali, le vecchie e nuove forme dell’economia urbana, la qualità dello spazio pubblico inteso come luogo di bellezza e socialità. L’obiettivo al quale il progetto ambisce è riportare le persone a riflettere sull’importanza dello spazio pubblico, come generatore di creatività, sostenibilità e cultura, nonché direttrice sui cui calibrare l’azione urbanistica di riqualificazione.

Si partirà a luglio con le prima passeggiata a San Donato-San Vitale, seguirà poi Porto-Saragozza e Borgo Panigale-Reno. Dopo la pausa di agosto, si riprenderà con Navile, Savena e Santo Stefano. Le passeggiate dureranno circa 2-3 ore, la partecipazione è libera e aperta a tutti; si potrà contribuire al progetto tramite un’offerta libera a sostegno dell’associazione.

Officil website: Bologna Unconventional Tour 

Visiti l’Iran?! Il Free Walking Tour di Teheran ti aspetta.

Tutti conoscono l’antico Impero Romano, giusto?! Siamo certi che almeno una volta ti sia imbattuto nei resti di Roma antica da qualche parte. Ma l’Impero Persiano?! Ti suona familiare?!

Hai mai pensato di scoprire questa terra orientale incantata e millenaria? Hai timore di esplorare un Paese così pacifico? La tua mente è avvelenata dalle notizie mainstream sull’Iran? Ti suggeriamo di uscire dalla tua zona di comfort e di chiedere a chi ha già scoperto questo Paese… sentirai parlare di cibo straordinario, cultura millenaria, città storiche, diversità e, cosa più importante, anime gentili e sorridenti che ti aspettano.

Siamo lieti di presentarvi i nostri amici di PersianWalk, la cui missione è mostrarvi il vero volto dell’Iran. Partecipando al loro free walking tour a Teheran, sarete incantati dalle loro storie, dai suggerimenti culturali e dal modo di vivere locale. I loro tour sono pensati affinché le guide vi forniscano molte informazioni pratiche sulla vita culturale e sociale. Il loro motto è il nostro motto: esplora la città come un abitante del luogo. Potrai goderti al meglio il tuo viaggio in Iran se ti unirai al tour di PersianWalk.

Per maggiori informazioni visita:

www.persianwalk.com

Italia in bicicletta – i migliori percorsi e itinerari

L’Italia, con i suoi paesaggi spettacolari, le sue pianure e le sue montagne, è il luogo perfetto per un viaggio in bicicletta. Se non lo hai ancora provato, è arrivato il momento.

Ecco alcune idee per la tua prossima vacanza:

Emilia Romagna

  • Ciclabile del Secchia: questo percorso ciclabile segue l’argine del fiume Secchia, che nasce sull’Appennino e confluisce nel Po al raggiungimento della provincia di Mantova. Puoi iniziare facilmente il percorso a Modena (o Sassuolo) e proseguire fino a Mantova. Vedrai un’incredibile pianura, attraversando borghi, antichi casolari abbandonati e chiuse dei canali. Raggiunto il Po, puoi scegliere se fermarti a Mantova oppure prendere la Ciclovia del Po e arrivare fino al mare.
  • Ciclabile Modena – Vignola: questo percorso ciclabile segue l’antica ferrovia che collegava Modena a Vignola. È un tracciato semplice e asfaltato che attraversa numerosi borghi fino alle colline: Castelnuovo, Spilamberto e Vignola. Puoi fare una deviazione per visitare Castelvetro e poi proseguire verso Levizzano, Piuanello e Serramazzoni (solo per i più temerari). A Vignola, fermati per ricaricarti e passeggia nel centro storico medievale. Poi sta a te decidere se salire a Roccamalatina (sull’Appennino) o tornare verso Bologna.

Bologna casa dolce casa, un piatto di tagliatelle

Il cibo è sempre profondamente connesso ai nostri ricordi: dalla cena in famiglia alla prima esperienza al ristorante da adolescenti, dai viaggi intorno al mondo alla scoperta di culture gastronomiche diverse alle prime sperimentazioni in cucina quando ci si trasferisce per l’università. Il gusto sembra indicare la via al nostro cervello… e al nostro cuore. Può sembrare banale, ma se ci fermiamo un attimo a riflettere, ci accorgiamo che i cieli della nostra vita sono costellati da una miriade di ricordi gastronomici. Potremmo dire che le esperienze di vita passano prima attraverso le papille gustative per poi essere archiviate nei cassetti della memoria. Di fatto, i profumi e i sapori migliori colorano i nostri ricordi più belli, creando il patrimonio sensoriale che ci accompagna per tutta la vita.

Un viaggiatore sa bene che un soggiorno in un luogo nuovo deve includere una tappa di gusto. Forse è per questo che Bologna viene riconosciuta come “la Grassa” ancor prima di ammirare il colore rosso delle sue architetture storiche o di scorgere le numerose torri nascoste nel centro. Bologna, “la signora grassa sdraiata sulle colline”, accoglie tutti con un caldo abbraccio e con la tipica domanda di una nonna italiana: “Hai già mangiato?”. Per un italiano, sentirsi chiedere così equivale a sentirsi a casa!

ph credits RAGU'

Questo è ciò che ho provato anch’io quando sono arrivato a Bologna per la prima volta come studente della più antica università d’Europa. Ho portato con me nel bagaglio quella sensazione di “casa”, quel ricordo del risveglio di domenica mattina con il profumo del ragù e la nonna che preparava la pasta in cucina. Bologna ha subito svelato il suo lato materno con il suo gentile invito a vivere il cibo come parte integrante dell’esperienza della città: ho assaggiato il mio primo piatto di tagliatelle al ragù e… me ne sono innamorato! Tagliatelle al ragù è semplicemente la perfetta fusione di sapori italiani che si possa immaginare! Un impasto liscio e fatto a mano condito con un ricco sugo di carne… letteralmente divino! Inoltre, ogni piatto di tagliatelle è ancora una sorta di macchina del tempo che, da un lato, mi riporta indietro nel passato, facendomi incontrare la mia nonna china sulla spianatoia mentre stendeva l’impasto per la pasta della domenica e, dall’altro, mi riporta al presente dove posso rivivere lo stesso sapore casalingo, sebbene con ingredienti diversi. Questo mi fa sentire che posso plasmare il mio futuro in questa grassa Bologna, mantenendo la tradizione di casa della pasta fatta in domenica e al contempo fondendola con le ricette tradizionali di questa accogliente città.

Tra l’altro, Bologna è infatti soprannominata “la Grassa” non tanto per i sapori ricchi e grassi, quanto per il suo spirito gioioso che invita a considerare il cibo come momenti sacri da condividere con amici e familiari. Alla fine, durante i viaggi non dimenticare mai di scoprire il luogo in cui ti trovi anche attraverso il gusto e, se sei a Bologna, non perdere il suo invito materno a sederti, rilassarti e goderti il cibo. Avrai tantissime opzioni deliziose che ti faranno venire l’acquolina in bocca in questa città rossa, saggia, dalle torri e dalla pancia piena, ma se cerchi un momento casalingo in stile italiano nel tuo percorso, dovresti senz’altro optare per un piatto di tagliatelle al ragù.

Suggerimento extra: assicurati che la tagliatella che stai mangiando corrisponda alla 12.270ª parte della Torre degli Asinelli, come stabilito dalla ricetta tradizionale… e, per semplificare, misuri 8 mm di larghezza!

Buon appetito!

Se volete gustarle insieme a noi, date un occhiata a EAT Bologna, your street food experience

Credit foto: RAGU’

La guida turistica diventa smart: le nuove esperienze di tour online di Free Walking Tour Italia

Ci troviamo in una situazione che, per molti di noi, non avevamo mai vissuto prima. Non eravamo preparati e ha cancellato certezze durature. L’imprevisto ha sconvolto tutto a cui eravamo abituati: l’amore, il lavoro, la routine quotidiana. Ma concentriamoci sul turismo, perché è per questo che siamo qui. L’incubo è lentamente diventato realtà e ora dobbiamo conviverci. Il distanziamento sociale, la sospensione degli spostamenti e delle attività collettive mettono alla prova la nostra resistenza, come individui e come società. Il turismo è stato probabilmente colpito più duramente di altri settori, perché la base del nostro lavoro, ancor prima di studi e abilitazioni, sono le PERSONE. Se le persone non ci sono più, potremmo vivere nel Paese più bello del mondo — e probabilmente l’Italia lo è — ma senza nessuno con cui condividerlo, perde completamente valore.

Oggi dobbiamo ripensare noi stessi e il nostro lavoro facendo riferimento alla “mancanza” degli altri, anziché alla loro presenza. A marzo abbiamo scritto che “potremmo arrenderci o considerare la situazione come una sfida e ampliare i nostri orizzonti”. Fare una pausa non significa abbandonare il viaggio. Come pensare a un tour, un viaggio, un’esplorazione culturale in un mondo che è improvvisamente diventato più piccolo? Qualcuno dice che la normalità sta per tornare, senza però riuscire a spiegare cosa dovrebbe essere la normalità. Ripartiremo, ne siamo sicuri. Qualcosa cambierà, ma fino ad allora? Vogliamo restare fermi o usare la nostra immaginazione, punto di partenza di ogni viaggio? Non possiamo aspettare passivamente che qualcun altro prenda una decisione; dobbiamo reagire affinché le nostre scelte definiscano il mondo che stiamo aspettando. Nessun futuro esisterebbe senza una scelta che ancora non siamo riusciti a compiere.

Abbiamo preso questa decisione oggi, prima della riapertura, prima del ritorno alla normalità. Partiamo dalla voglia di continuare a lavorare, di creare cultura e di condividerla con il mondo, anche se oggi il mondo è seduto su un divano. Oggi, grazie a Internet, possiamo raggiungere una persona dall’altra parte del mondo. Perché non raccontarle la bellezza del nostro Paese? La guida turistica diventa smart e lavora da casa.

Ciò è possibile grazie al nuovo progetto di Free Walking Tour Italia, che offre a tutti la possibilità di connettersi e seguire un’esperienza di tour online. LEARN – Your Online Experience è la nuova selezione di tour virtuali a cui puoi partecipare attraverso il sito www.freewalkingtouritalia.com.

Solo con un clic il visitatore può connettersi e incontrare virtualmente guide turistiche da tutta Italia, che racconteranno le loro città grazie all’uso di immagini e video. Roma, Firenze, Bologna, Modena, Venezia, Verona – e molte altre città – saranno a disposizione di tutti, narrate attraverso storie, immagini e storytelling. Ti connetterai a una “stanza” virtuale tramite un link fornito dal sito web e l’Italia sarà a un passo da casa tua. Un nuovo modo per rilanciare il turismo e una nuova opportunità per molte guide turistiche che al momento non sono attive.

Il turismo inizia oggi, dal sito web, per narrare quella parte del mondo che non ha mai smesso di viaggiare, in modo diverso ma interattivo. Free Walking Tour Italia offre la possibilità di esplorare l’Italia dal tuo divano, su Internet. Può sembrare folle, ma è realtà! Apri gli occhi. No, aspetta, chiudili, rilassati e lascia che la prossima storia ti coccoli.

Scopri le “esperienze di tour online

Lettera aperta ai viaggiatori in Italia

Caro viaggiatore in Italia,

Abbiamo deciso di scriverti direttamente perché tu, più di chiunque altro, puoi giudicare la tua esperienza di viaggio in Italia.

L’Italia è un luogo meraviglioso, pieno di persone creative e di bellezze naturali e artistiche, ma è anche terra di contraddizioni, regole non scritte e lobby.

In questi giorni, nel pieno della stagione estiva, quando tutti sono impegnati a organizzare attività e tour per rendere il tuo soggiorno più che perfetto, ancora una volta dobbiamo perdere tempo a rispondere alle lamentele di alcuni gruppi di guide che non accettano l’esistenza dei Free Walking Tour.

In un Paese in cui il business del turismo è controllato dalle generazioni più anziane, completamente chiuso ai nuovi guide, dove si impiegano accompagnatori turistici invece di guide abilitate, dove non c’è alcuna innovazione e manca un numero adeguato di guide perché il governo ha deciso di bloccare gli esami per diventare guida, la discussione pubblica torna sempre sui Free Walking Tour! È come avere la casa in fiamme e preoccuparsi di salvare l’erba nel giardino sul retro…


Per l’ultima volta elencheremo tutte le critiche per rispondere punto per punto, ma stavolta, viaggiatore, vorremmo il tuo feedback perché la nostra unica preoccupazione è che tu viva un’esperienza memorabile in Italia.

  • I Free Walking Tour non pagano le tasse

L’Italia è il Paese in cui, senza conoscere minimamente il business altrui, si accusa pubblicamente qualcuno di non pagare le tasse. Alcuni non si preoccupano neanche di verificare: se, guardando la televisione, pensano che i Free Walking Tour non paghino le tasse, corrono su Facebook e cominciano a scrivere informazioni fuorvianti.

Vorremmo ricordare a tutti questi soggetti due cose piccole ma importanti:

– La legislazione consente ai Free Walking Tour di operare nel pieno rispetto della legge italiana;
– Chi diffama rischia di finire in tribunale per diffamazione.

Sappiamo che alcuni si aspettavano che rivelassimo i nostri schemi fiscali e amministrativi, ma non lo faremo. È compito della magistratura fornire le prove in sede legale. Goditi l’indagine! Quando scoprirai che i nostri bilanci sono in regola, ti arrabbierai per il tempo perso.

  • I Free Walking Tour sono gestiti da persone senza la certificazione di guida

Le guide che conducono i Free Walking Tour DEVONO avere la certificazione di guida turistica. Pur non ritenendo che la certificazione sia garanzia di competenza, la legislazione italiana la richiede, e pertanto la rispettiamo.
Ti consigliamo vivamente di chiedere alla tua guida se è certificata; in caso contrario, sappi che (per quanto sia la migliore guida che tu abbia mai incontrato) per la legge italiana è illegale.

In merito a questo punto, vogliamo sottolineare che lo staff di Free Walking Tour Italia si impegna quotidianamente con gli enti competenti per spiegare le modalità corrette di gestione dei Free Walking Tour.

Inoltre, va evidenziato che in Italia operano molti guide non certificate, non affiliate a Free Walking Tour, che lavorano indisturbate sul territorio; la maggior parte di questi è poco esperta e fornisce informazioni errate, danneggiando l’immagine dell’Italia. Free Walking Tour Italia collabora con le autorità locali per bloccarle, ma purtroppo la normativa italiana non dispone di strumenti efficaci: ricevono qualche multa e riprendono subito l’attività! Ti preghiamo quindi di concentrare l’attenzione su questo problema anziché sui Free Walking Tour?!

  • L’uso del termine FREE inganna i viaggiatori

Free Walking Tour è un format internazionale diffuso in tutto il mondo. Il termine FREE è fuorviante solo per gli italiani, non abituati a questo modello; tutti i visitatori stranieri conoscono perfettamente il formato e sanno come comportarsi.

Per chiarezza, la parola FREE si traduce correttamente in italiano con “LIBERO”. I viaggiatori sono liberi di partecipare all’attività, liberi di lasciare il tour quando vogliono e liberi di donare (se lo desiderano) quanto vogliono.

  • Le guide dei Free Walking Tour non sono professionali

Spesso ci viene chiesto: “Come è possibile che una guida sia pagata con le mance?! State rovinando l’immagine della professione!”. 

Se metti a confronto un Free Walking Tour e un tour “tradizionale”, emerge subito che per condurre un Free Walking Tour e sperare di ottenere qualche sostegno economico, le guide devono essere molto più preparate e abili: i viaggiatori cambiano a ogni tour, provengono da tutti i continenti, da contesti diversi e hanno interessi e domande differenti. Professionalità, flessibilità ed empatia sono fondamentali.
Con i Free Walking Tour il turista prova il tour e poi decide quanto vale. Se la guida non ha studiato l’itinerario e i contenuti, al termine del tour se ne accorgerà subito e cercherà di migliorarsi.

  • I Free Walking Tour sono concorrenza sleale

A nostro avviso è sleale aver costruito un sistema nazionale che crea una lobby di guide (riducendo le possibilità di certificazione per i nuovi aspiranti) per mantenere tariffe elevate; la stessa cosa fatta con le licenze taxi. Questo danneggia i viaggiatori che, in alcuni casi, non possono permettersi un tour adeguato della città.
In un mercato libero ogni operatore professionale può e deve stabilire le proprie tariffe. Molti hanno detto: “Sarebbe impossibile trovare un architetto disposto a lavorare con le donazioni!!”. Ci dispiace deluderti, ma se un architetto vuole adottare il modello Free Walking Tour, è libero di farlo. Se il “cliente” riconoscerà il suo valore, potrà guadagnare molto.

Una volta, durante una presentazione, una guida ci ha detto: “Se vuoi fare Free Walking Tour chiedi €1 ma non lasciare ai viaggiatori la possibilità di decidere”. La verità è che la gente teme i Free Walking Tour perché non può controllarli dall’esterno. Non sai l’importo della donazione fino al termine del tour. Non cambieremo il nostro metodo perché il Free Walking Tour non riguarda solo il denaro, ma valori come l’accessibilità alla cultura e la consapevolezza del valore di ciò che si fa.

I Free Walking Tour non sono semplicemente un modo “economico” di visitare una città, sono un modo per diffondere conoscenza e cultura a tutti, indipendentemente dal conto in banca, e per far capire alle persone che è giusto attribuire un valore a ciò che ricevono (in positivo o in negativo). Quante volte hai mangiato in un ristorante e non ti è piaciuto nulla, ma hai dovuto pagare un conto salato?!

Siamo perfetti? Certamente no, ma in anni di attività, i Free Walking Tour nel mondo hanno portato sorrisi e felicità a migliaia di persone, insieme a una migliore comprensione della cultura e della storia delle città visitate.

Per tutti questi motivi, Free Walking Tour Italia e tutti i Free Walking Tour in Italia continueranno le loro attività. L’unica ragione per cui ci fermeremmo è se TU VIAGGIATORE pensi che ciò che facciamo non valga la pena.

Caro viaggiatore, ti saremmo quindi grati se potessi dedicare 30 secondi del tuo tempo per scrivere qui sotto la tua opinione: è l’unica cosa che conta davvero per noi.

Grazie!

Staff di Free Walking Tour Italia

we are in libertà

Fuori ogni confine: we are in Libertà

Le passeggiate multiculturali tra il quartiere Libertà e Bari Vecchia. Il racconto del nostro viaggio [emozionale] più bello di sempre: il percorso di autoformazione [permanente] con gli studenti e volontari della Scuola Penny Wirton di Bari, semplicemente perché a Bari nessuno è straniero.  

La “Squola Penny Wirton” [e sì! proprio con la “q”, perché ci hanno insegnato che si può partire anche dagli errori], è una delle attività sviluppate dall’associazione Gruppo Educhiamoci alla Pace – GEP. Il progetto locale di insegnamento gratuito dell’italiano agli stranieri è nato, nel dicembre 2016, proprio nel quartiere multietnico di Bari “Il Libertà”, dal desiderio di un nucleo di volontari, non solo insegnanti, che volevano impegnarsi nell’ inclusione sociale seguendo le buone pratiche di Eraldo Affinati e Anna Luce Lenzi, fondatori della prima Penny Wirton a Roma, una scuola che si ispira ai principi di don Lorenzo Milani.

Abbiamo voluto conoscerli, abbiamo trovato comunanza di intenti e sintonia di metodi, condivisione di propositi. “Una scuola senza classi, senza registri, senza voti. Alcuni dei nostri amici studenti sono analfabeti anche nella loro lingua madre; magari non hanno mai tenuto una penna in mano e, dopo un anno di lezione, sanno a malapena scrivere il proprio nome e cognome”. Sono queste alcune delle emozioni che ci regalato la Scuola Penny Wirton di Bari, passa anche da loro la costruzione di  ciò che amiamo fare.

Con il confronto e supporto di Sguardi Diversi, simile esperimento condotto da Free Walking Tour Modena, abbiamo iniziato nel dicembre 2018 con un free tour solidale, percorrendo la relazione tra presente e passato, tra il qua e l’altrove, tra chi siamo e chi eravamo. Abbiamo accompagnato gli studenti e i volontari attraverso una città di marinai e naviganti con un millenario proverbio nel cuore: a Bari nessuno è straniero.

A febbraio 2019 è seguito un secondo appuntamento. Da subito, la nostra meta è stata la narrazione della città e dei suoi spazi da parte di chi la vive, ci abita e anche solo per un istante può chiamarla casa. Sulle pagine di Repubblica Bari la giornalista Silvia Dipinto ne ha tracciato memoria.

Con la primavera è iniziato un proficuo lavoro di formazione attraverso incontri, scambi e relazioni; un percorso di pedagogia informale dove abbiamo condiviso competenze e metodologie narrative, interiorizzato concetti e provato in vari modi a raccontare la città che viviamo e attraversiamo. Abbiamo scoperto affinità e visioni: l’economia del dono e l’accessibilità alla conoscenza, in altre parole, le nostre pratiche di muto soccorso ed emancipazione.

#weareinlibertà non è un nome casuale, è una via per aprirci a orizzonti di alterità, per condividere un’idea diversa del lavoro della guida turistica, per percorrere anche le vie che vengono escluse dalle mappe delle attrazioni turistiche, ma che hanno molto da raccontare, anche a chi vive la città ogni giorno. Cerchiamo la contaminazione, i racconti possibili e la comunità delle periferie, oltre ogni confine.

Official website: Free Walking Tour Bari

Dove mangiare in Italia? Non consultare la tua guida Lonely Planet!

È risaputo in tutto il mondo che la cucina italiana è davvero ottima (probabilmente la migliore in assoluto), ma, come turista in Italia, scoprirai presto che può diventare molto costoso e stressante trovare un buon posto dove gustare piatti eccellenti a un prezzo ragionevole.

Perché? Perché stai ancora consultando la tua guida Lonely Planet!

Ora che ce l’hai in mano, aprila e vai alla sezione “Dove mangiare”. Fatto?! Fantastico… buttala nella spazzatura!!!

La cucina italiana è rurale, semplice, genuina… è fatta di tradizione e di atmosfera. Non la troverai in un ristorante di lusso o, peggio ancora, in uno turistico. Quello che devi fare è aprire Google Maps e digitare una delle seguenti parole:

  • Salumeria
  • Forno
  • Gastronomia
  • Rosticceria

Verrai indirizzato al cuore dell’Italia: un luogo ricco di prodotti tipici, spesso preparati nello stesso negozio nelle prime ore del mattino. I prezzi sono molto convenienti e il sapore ti sorprenderà! Chiedi al proprietario consigli sui prodotti e lasciati ispirare… assicurati di prendere qualcosa d’asporto!

Probabilmente stai pensando che ti manca ancora un posto dove mangiare. Molto probabilmente perché quello che cerchi è una chiesa! Fortunatamente l’Italia è piena di chiese, e spesso si trovano nel cuore delle città, dove la vita si svolge. Quindi prendi il tuo panino, siediti sui gradini proprio di fronte alla chiesa e la magia avverrà… goditi le voci di chi ti sta intorno che parla e ride, guarda i bambini che giocano e gli adolescenti che chiacchierano, gli anziani riuniti a parlare di politica.

Assapora l’intenso gusto del panino in bocca e gustalo il più possibile mentre la vita scorre intorno a te. Rilassati, osserva le persone, senti il momento, vivi la vera Italia.

L’esperienza ne vale la pena… non te ne pentirai!

Un nuovo inizio: nasce Free Walking Tour Bergamo

Siamo felici di sapere che un altro Free Tour sta nascendo in Italia e che la nostra famiglia si sta allargando. Infatti, dal 13 aprile, Bergamo – principalmente nota per il suo aeroporto low-cost – avrà il suo Free Walking Tour. Esatto, hai capito bene! Devi ringraziare – lo facciamo noi – i ragazzi dell’associazione Same Same Travels, che ci hanno lavorato nelle ultime settimane. Hanno conosciuto due giovani guide locali, ne hanno parlato loro del progetto; questi ultimi hanno colto l’idea del Free Walking Tour e hanno deciso di crearne uno per la loro città, Bergamo.

Bergamo è una città incantevole – ci siamo stati e te lo possiamo garantire – che, grazie al suo collegamento e alla vicinanza con Milano, negli ultimi anni è cresciuta in modo incredibile come meta turistica. Il centro storico, adagiato sulla collina, conserva un’atmosfera autentica e rilassata, con i suoi palazzi restaurati, le chiese e i monumenti. Molte persone che visitano l’Italia oggi la preferiscono alla caotica e costosa Milano: per la sua posizione strategica è il luogo perfetto per esplorare il Nord Italia – Bergamo è ben collegata a città come Verona, Venezia, Padova e, ovviamente, Milano.

Bergamo era destinata ad avere il suo Free Tour e ora ce l’ha!  

Puoi trovare ulteriori informazioni su:

Official Website: Free Walking Tour Bergamo

Facebook: Free Walking Tour Bergamo

E ricorda: il Free Walking Tour ti rende felice, è un ottimo esercizio per il corpo, ti permette di conoscere altri viaggiatori come te e, cosa più importante, è gratuito. Paghi quanto ritieni sia il suo valore. 

Free Walking Tour Bergamo

Infatti, il concetto di Free Walking Tour funziona per rendere la cultura più accessibile a tutti. Crediamo di vivere in uno dei luoghi più belli del mondo e ci piace condividerlo, rendendo tale bellezza un diritto universale a cui tutti dovrebbero poter accedere. 

Grazie al quotidiano impegno delle giovani guide locali abbiamo fatto del Free Walking Tour una realtà culturale in Italia. 

Free Walking Tour è morto.

Lunga vita al Free Walking Tour!

Con i nostri migliori auguri…

 

Mercato Albinelli

Tour enogastronomico a Modena, che sapore ha?

Eccolo. Un tiepido martedì di mezza stagione.

Ho appuntamento con Anne e Carl. Di loro so solo che sono canadesi, prima volta in Italia, particolarmente curiosi di conoscere la Modena del buon cibo. Li vedo arrivare, sorridenti ma discreti. Noto che si guardano attorno sorpresi e compiaciuti – d’altronde siamo in una delle più belle piazze d’Italia; quando propongo loro l’itinerario che ho pensato, non manco di aggiungere che il cibo sarà il pretesto per conoscere la storia, la tradizione e anche l’innovazione di questa nostra splendida città. Anne acconsente con entusiasmo, Carl rimane con le mani strette sulla sua fotocamera; penso che ci butteremo subito nel vivo, oggi l’atmosfera è perfetta e, per usare una frase del mestiere, la città si vende da sola.

Facciamo un bel giro in piazza, rimiriamo il Duomo e la Ghirlandina, salutiamo la Bonissima e le promettiamo che saremo di ritorno per l’ora di pranzo.

A proposito, si è fatta l’ora del caffè, ammesso che ci sia un’ora giusta per il caffè. Scendiamo per via Farini, il Palazzo Ducale ci fa l’occhiolino da lontano. Sulla sinistra, più o meno a metà della via, entriamo nella storica torrefazione “La Messicana”. Il profumo ci avvolge. Il proprietario ci saluta cortese, senza smettere il suo affascinante rituale. Mi metto nei panni dei miei canadesi e mi è naturale sorridere: non posso non pensare a tutte le volte che ho assistito ad una cerimonia giapponese del tè e, anche se non ci ho mai capito niente, ho sempre ammirato quelle mani esperte, i gesti sicuri, l’espressione concentrata di chi ti sta congiungendo il presente ad un passato lontano e prezioso.

E’ quasi commovente sentire uno straniero ordinare titubante un “espreesso…macchiatto”, diventa decisamente divertente quando assaporano il primo sorso del divino infuso e commentano <<Oh dear, so strong!>>. Anne strizza gli occhi, Carl ride; segue un reportage completo della macchina tostatrice, le tazzine vuote sul bancone, i sacchi pieni di chicchi in sequenza sulle mensole. Il locale si affolla in fretta, usciamo.

Camminiamo e rimiriamo le vetrine, la successiva sosta obbligata è Giusti; i miei ragazzi ascoltano incuriositi la provenienza dei vari vini esposti, dei salumi, dei vari formati di pasta. Strabuzzano gli occhi quando faccio leggere sull’insegna nera la data di fondazione della bottega, 1605! Arriviamo in Piazza Roma, qualche aneddoto per Anne, mentre Carl fa conoscenza con Ciro Menotti. <<Oh, really? Accademia Militare?>> Certo, abbiamo anche quella. Sotto il portico, un’atmosfera improvvisamente più fresca e ombrata ci traghetta nel mondo dell’aceto balsamico tradizionale. Le ragazze del negozio sono sempre sorridenti e in un attimo dispongono sul tavolo una serie di bottiglie diverse, come pedine su uno scacchiere; intuisco un brividino, davvero li possiamo assaggiare? Non solo, per ogni cucchiaino una spiegazione, un consiglio, una ricetta. Posso candidamente confessare che, anche se suona molto turistico, l’assaggio al negozio e, quando è possibile la visita alle acetaie, mi coinvolgono sempre molto. Di solito acquisto qualche bottiglia anche io!

La passeggiata continua, solitamente alterno luoghi frequentati con angoli semi nascosti; mi piace immaginare che quando saranno soli, i miei ospiti andranno alla ricerca di alcune chicche che ho suggerito qua e là.

Un posto che adoro illustrare è la Pasticceria San Biagio, una delle migliori in città; la vetrina rossa è una calamita, la scorgi da lontano e sai già che sei spacciato. <<Ok, è ora di pranzo…ora no!…Magari per la merenda…Passiamo finito di mangiare?…Mmm, vediamo gli orari…>> Non manca niente: la torta di tagliatelle fa sempre sorridere, quella di rose sognare; il croccante di Fiumalbo ti trasporta con la mente al verde delle montagne, un paio di amaretti è il minimo con cui puoi uscire da questo girone infernale. Personalmente, la mia dose è un sacchettino di quattro marrons glacés.

Ovviamente manca ancora il pezzo forte, ma è questione di minuti. Non ho ancora stabilito quale sia l’entrata migliore del mercato Albinelli; vorrei dire una delle due cancellate, in particolare da via Albinelli, ma sto rivalutando la prospettiva dalla Galleria del pane. Che tripudio di colori, di profumi! Le persone al mercato sembrano sempre felici! Anne è incantata da tutto. Nota le signore con il carrello, capisce che è un luogo di socialità, oltre che di ottimi prodotti. Carl, neanche a dirlo, ha fotografato ogni tipo di verdura, la signora che compra il formaggio, le insegne nere così eleganti. E’ curioso notare ciò che notano le persone, quasi un esperimento sociale: chi nota i prezzi, chi nota la quantità di prodotti biologici, chi si ferma alla prima bancarella e comincia ad assaggiare.

La perlustrazione di oggi è assolutamente minuziosa, niente ci è sfuggito! Non ci facciamo mancare nemmeno l’aperitivo. Seduti sui banchi alti della gastronomia, Anne e Carl si scambiano sguardi complici; io ordino per loro. Ho giusto il tempo di salutarli e di fare le ultime raccomandazioni, quando arriva la cameriera, che recita appassionata la lista di salumi e formaggi, disposti con cura su un tagliere rustico; si aggiunge pane fragrante, patatine fritte al momento e due calici del miglior lambrusco, spumeggiante ed invitante. So per certo quello che stanno pensando, perché lo penso spesso anche io. A volte ti rendi proprio conto di essere nel posto giusto…

Non c’è bisogno di venire dal Canada per apprezzare, questo è sicuro…Ma so che i miei ragazzi ricorderanno questo momento a lungo. Mi allontano, ciao Anne, ciao Carl, enjoy!

Official Website: EAT Modena, your street food experience

Dentro il Miracolo di Pisa

Il poeta eclettico italiano Gabriele D’Annunzio, che la vide da un aereo, fu il primo a coniare l’espressione “Prato dei Miracoli”, per i suoi monumenti in marmo bianco sul prato verde circostante. Da allora, Piazza del Duomo, il suo nome originale, sarebbe diventata famosa in tutto il mondo come Piazza dei Miracoli. Oggi vi porteremo in un viaggio virtuale nel miracolo di Pisa, una delle piazze più famose e belle al mondo. Andiamo!

Come potreste notare guardando la mappa della città, la piazza non si trova in una posizione centrale, ma un tempo ospitava un cimitero e il sito di una prima cattedrale cristiana. Il primo monumento che incontreremo è la Cattedrale. Costruita tra il 1064 e il 1118, è un meraviglioso esempio di architettura romanica pisana. La chiesa, dedicata a Santa Maria Assunta, si trova al centro della Piazza dei Miracoli, con il Battistero davanti e il Campanile alle spalle. Se ci concentriamo sulla costruzione, possiamo trovare molte influenze di stili classico, tardoantico, lombardo-emiliano, bizantino e arabo.

Infatti, sebbene la Cattedrale abbia una pianta a croce latina, la cupola ellissoidale si ispira allo stile islamico. La facciata, opera di Rainaldo, è composta da pilastri e archi a tutto sesto su quattro ordini sovrapposti ai tre portali. Il portale di San Ranieri, ingresso principale della Chiesa, è ornato da 24 formelle in bronzo, veri capolavori di Bonanno Pisano, che raffigurano profeti e scene del Nuovo Testamento.

La cupola è decorata con affreschi del Seicento e poggia su archi molto alti di ispirazione architettonica islamica. Le opere d’arte non mancano: gli affreschi di Andrea del Sarto, la “Madonna sotto gli organi”, il mosaico absidale con il Cristo Pantocratore affiancato dalla Vergine Maria e da San Giovanni Evangelista, il sontuoso pulpito di Giovanni Pisano, ricomposto e ricostruito dopo l’incendio del 1595.

Uscendo dalla Cattedrale, di fronte a voi si erge con fierezza il Battistero di Pisa, il più grande d’Italia. La sua costruzione iniziò nel 1152 sotto la direzione di Diotisalvi e vide la partecipazione di numerosi artisti, tra cui Nicola e Giovanni Pisano. Sopra la cupola principale si innalza un’altra piccola cupola sulla quale svetta la statua in bronzo di San Giovanni Battista.

Proseguiamo il nostro viaggio e ci dirigiamo verso il Camposanto, che delimita Piazza dei Miracoli a nord. L’antico cimitero è racchiuso da un porticato a pianta rettangolare, rivestito di marmo. Parte del terreno fu portato dal Golgota, dopo la partecipazione di Pisa alla Terza Crociata del 1203. Oggi è adibito a museo e conserva splendide opere d’arte, tra sarcofagi e affreschi. L’edificio e le opere conservate subirono gravi danni durante i bombardamenti del 1944; il lungo restauro che seguì permise di recuperare alcuni preziosi capolavori, tra cui le sinopie ora custodite nel Museo delle Sinopie.

Ultimo, ma non meno importante, forse il monumento più celebre di Pisa, il suo simbolo: il Campanile o Torre Pendente. Inaugurata nell’agosto del 1173, la Torre è opera di Bonanno Pisano e di Guglielmo, lo scultore del pulpito originario della Cattedrale. La Torre è costituita da sei ordini di arcate percorribili, sovrapposti al piano terra realizzato con arcate cieche, progettata secondo la struttura dei campanili di Ravenna. Pare che la Torre, durante la costruzione al terzo livello, a causa del cedimento del terreno di natura non adatta a sopportare carichi pesanti, si inclinò. I costruttori, preoccupati per l’inclinazione, decisero quindi di sospendere i lavori, ripresi un secolo dopo da Giovanni di Simone, che mise in campo tutte le sue abilità per alleggerire il peso della parte sospesa e modificare l’inclinazione procedendo verso l’alto. Molto più tardi, Tommaso di Andrea Pisano aggiunse la cella campanaria nel 1350.

Insomma, dopo questo breve viaggio, non avete più scuse per rimandare la vostra visita. Pisa vi aspetta per essere scoperta!

 

Questo Natale non regalare calzini, regala una guida!

Arriva sempre quel periodo dell’anno in cui dobbiamo fare i regali. Lo chiamiamo Natale. Ora, non fatevi prendere dal panico, ci sono ancora pochi giorni davanti… EPPURE SENTIAMO CHE È IMMINENTE, SEMPRE PIÙ VICINO!!! Ci insegue. E non abbiamo ancora idea di cosa prendere. Sappiamo che rimanderemo fino all’ultimo momento. È sempre stato così; perché dovrebbe essere diverso quest’anno?! Compreremo lo stesso vecchio oggetto di utilità incerta: l’ennesimo cellulare o elettrodomestico, forse dei calzini (chi non ha bisogno di calzini?!) che finiranno immediatamente nell’angolo più remoto dell’armadio, insieme agli altri “regali indesiderati”. Potremmo regalare un libro, ma l’abbiamo fatto lo scorso anno. Comprare un oggetto è sempre un rischio: e se a lui o a lei non piace?

Se scegliamo un regalo solo in base al suo valore materiale, perdiamo la sua caratteristica più importante: la relazione, la capacità di un dono di connetterci. Quest’anno facciamo un regalo diverso, smettiamo di comprare cose, sosteniamo la cultura, regaliamo una guida! Una guida vi unirà come non facevate da tempo, vi farà vivere un momento intenso, vi porterà ovunque vogliate andare, vi farà imparare, sperimentare, scoprire qualcosa di più sul luogo in cui siete o su voi stessi. Un walking tour è ecologico, non ingombrante, e svanisce mentre lo usate, sebbene qualcosa di esso durerà per sempre.

Quest’anno non regalate calzini, regalate una guida!

Scegliete la Cultura, scegliete Free Walking Tour Italia!

 

Modena Ghirlandina Tower

Ricordi di una mattina d’inverno modenese

<<Nonno nonno, mi compri Topolino?>>

E’ una pungente giornata d’inverno, anno 1996. Il sole illumina timidamente il mio viso, il viso di un bambino di 6 anni. Di fronte alla storica edicola Panini, in pieno Corso Duomo, con una mano strattono il pesante cappotto color antracite di mio nonno Italo, con l’altra indico la parete di fumetti, scatenando le risa dell’edicolante: <<Sono 2800 Lire!>>. Che soddisfazione, quanto amavo Topolino! Non credo di aver mai stretto al petto con così tanto affetto nient’altro.

Guidato dalla sapiente mano del nonno, ci spostiamo di qualche metro, davanti alla massiccia facciata del Duomo. <<Emmanuele, li vedi quei due grandi Leoni, che sorreggono con la loro forza le colonne e quindi il Duomo? Bene, loro sanno se ti sei comportato bene o male – sorride – come ti sei comportato questa settimana?>>. Allargo la bocca, aprendola quanto più possibile per assicurarmi che il nonno sentisse chiaramente le mie parole: <<Benissimo!>>. <<Allora, in questo caso, puoi cavalcarli!>>. Mi solleva con facilità, appoggiandomi sul dorso di uno dei due leoni. Il marmo è freddissimo, mi sento congelare, ed istintivamente abbraccio la colonna, la guancia appoggiata ad essa. Gli occhi guardano in avanti, ammirano le luminarie già pronte a dare il benvenuto al Natale. Signore immerse in morbide pellicce passano velocemente davanti a me, chiacchierando concitatamente di chissà quali cose. Un filobus fa stridere i cavi che ondeggiano sopra la strada. Il nonno Italo si distrae a salutare un paio di amici, in sella alle loro bici alte e snelle, dalle curve classiche. Sempre a fare delle chiacchiere con tutti, il nonno! Sembra conoscere tutti gli abitante del centro. <<Nonno fa freddo, andiamo ora?!>>.

Costeggiamo il perimetro del Duomo, giù per Calle dei Campionesi, affacciandoci su Piazza Grande, il cuore di Modena. Saltello da un ciottolo all’altro, cercando di evitare le righe. Pazientemente il nonno accompagna con la mano i miei movimenti, sempre sorridendo. Ma quanta pazienza hanno i nonni?! Tutt’oggi non me lo riesco a spiegare. Il mio saltellare si interrompe quando il nonno mi incita a seguire con lo sguardo il suo dito, che punta in alto. Mi tocca piegare tutta la testa indietro per cercare la sommità della Ghirlandina, la torre campanaria più alta in città. <<Cosa noti, Emmanuele? Cosa ha che non va la nostra torre?>> <<Che è tutta bianca!>>. Italo ride: <<Vieni, ti mostro una cosa>>. Ci avviciniamo all’angolo del porticato, il nonno poggia entrambi le sue sapienti mani sulle mie spalle, guidandomi così nella posizione che voleva, a fianco della colonna, rivolto verso la Ghirlandina: <<Ora, guarda prima la colonna e dopo la torre>>. Strizzo gli occhi, osservando in prospettiva sia la linea della torre che la figura della Ghirlandina. <<E’ storta! La Ghirlandina è storta! Cade giù!>> esclamo, entusiasta di questa scoperta. Tutte le volte che il nonno mi porta a spasso per il centro, mi fa scoprire qualcosa di nuovo; tutte le volte mi fa vivere una avventura diversa, probabilmente anche grazie al fatto che Modena di storie e spunti ne ha davvero tanti, una miriade. Quanti popoli ci hanno vissuto ad esempio! Percorriamo la via Emilia, il nonno mi racconta di come quella strada fu costruita millenni fa, dai Romani. <<Ma i Romani erano così bravi nonno?>> <<Molto, però erano anche un po’ cattivi, perché prima qui ci abitavano gli Etruschi>>. Che nomi strani, penso. La mia testa penzola, di qua e di là, con gli occhi cerco di catturare tutti i movimenti, i gesti ed i colori di una città che sembra in subbuglio, festosa e concitata. Il nonno improvvisamente si ferma, e così anche io, essendo un naturale proseguimento del suo braccio. Fermi davanti all’incrocio con via Farini, mi sporgo scorgendo le linee della maestosa Accademia Militare, che il nonno, in un’altra passeggiata, mi aveva detto essere casa di personaggi molto famosi in passato. <<Vedi, Emmanuele, qui ora siamo nel centro esatto della città. Quel punto lì, proprio in mezzo all’incrocio>> <<Nonno nonno, posso saltarci sopra?!>>. Ride: <<Certamente, ma attento alle bici>>. Comincio a saltare, come per schiacciare un pulsante nascosto lì, al centro della città. Forse veramente riesco a schiacciare qualcosa, perché un piccolo fiocco di neve mi bagna il naso: sì, Natale sta proprio arrivando.

Reggio Emilia

Free Walking Tour, un modo autentico di vivere la città

Alberto Pioppi, sociologo del territorio, ci racconta il suo personale approccio al territorio, e fornisce alcuni spunti su come “leggere” la città.

Fin da quel giorno nel quale il docente di Sociologia urbana ci disse: <<Ragazzi, dovrò assentarmi per due settimane, nel frattempo vi do un compito: andate nei luoghi della vostra quotidianità ma osservateli in maniera diversa dal solito, usate lo sguardo curioso del “Flâneur” e annotatevi su un quaderno tutto quello che percepite come caratteristico di quel luogo, che sia un gruppo di persone, una scritta sul muro, una bottega, un nome di una strada!>> ho capito che questa modalità di comprensione del mondo sarebbe stata la mia. Cos’è un Flâneur? È un personaggio inventato da Baudelaire per indicare chi passeggia per le vie cittadine, con aria apparentemente svagata, e si emoziona osservando il paesaggio urbano. Infatti, nel mio lavoro di sociologo del territorio e di formatore, c’è sempre spazio, e tanto, per l’osservazione e l’ascolto. Osservare i comportamenti individuali e collettivi, ascoltare le storie delle persone e dei luoghi, interpretare oggettivamente e soggettivamente il senso delle cose. Quando ai miei allievi del corso di promozione turistica chiedo di descrivere il loro quartiere, dopo un iniziale smarrimento, loro cominciano a “vedere” in modo diverso tutte quelle situazioni che normalmente gli passano sotto gli occhi e alle quali non avevano mai dato importanza. Quando intervistano le persone, che sono poi i loro vicini di casa, entrano all’improvviso in un universo fatto di storia e di storie, e per la prima volta “leggono” il loro luogo di vita in modo diverso.

E così, sempre di più, agiscono i turisti. Anche quelli che, per i più svariati motivi, trascorrono qualche giorno in una città come Reggio Emilia, sentendo l’esigenza di entrare sotto la sua pelle. Oltre che visitare i tanti e suggestivi luoghi artistici, c’è sempre di più la voglia di comprendere la storia del quotidiano, di vivere esperienze ed emozioni come se non fossero turisti. È questa la filosofia di fondo del Free Walking Tour nella quale io mi sono subito riconosciuto, anche perché è quello che ho sempre fatto, seppur in altri contesti quali la scuola, i corsi professionalizzanti, le geo-esplorazioni urbane organizzate dall’associazione di cui faccio parte. Dopo solo due esperienze, due tour, risulta già abbastanza evidente come le persone partecipanti abbiano fame di micro-storie, di conoscere i dettagli, di portarsi a casa una conoscenza viscerale di alcuni luoghi. Sabato scorso, alla fine del tour, una ragazza di Torino mi ha detto: <<Grazie per averci fatto sentire reggiani per due ore>>. Un’altra donna invece si è stupita nel conoscere la storia particolare della piazza nella quale trascorre spesso ore in compagnia di amici sorseggiando un calice di vino. Ecco, in questi due aneddoti c’è tutto il senso di questa modalità di turismo partecipato: sentirsi parte di qualcosa che non vivi normalmente e vedere in luce diversa un luogo che frequenti periodicamente. Di una cosa sono certo: la prossima volta che visiterò una città, italiana o straniera, parteciperò ad un Free Walking Tour.

Free Walking Tour reggio Emilia group

Free Walking Tour Reggio Emilia, tifiamo rivolta

Pubblichiamo la nostra risposta al comunicato delle guide reggiane apparso sull’edizione locale del Resto del Carlino e Gazzetta di Reggio il 18/11/2018.

La ribattezzata “rivolta” delle guide a Reggio Emilia non ci ha sorpreso. Diciamocelo, ce lo aspettavamo, è un rito che accompagna ormai da anni le nostre attività. Non è stata la prima e non sarà l’ultima volta. Duole solo constatare che ogni volta si ripropone seguendo lo stesso copione. Eppure sarebbe bastato poco per dirimere i dubbi. Il Free Walking Tour infatti non arriva a Reggio Emilia a sorpresa: il progetto era stato presentato lo scorso 29 settembre durante un evento pubblico in città. Alcuni tentativi di approccio e costruzione di un dialogo erano stati fatti nelle settimane successive nei confronti delle realtà associazionistiche di guide locali. Inoltre, l’iniziativa era stata ampiamente promossa sui media locali – e ci sentiamo personalmente di ringraziare lo IAT per averne dato comunicazione. Ora, entrando nel merito delle affermazioni fatte: chiamarci “appassionati” semmai svilisce la nostra di professionalità, e quella di tanti altri soggetti che come noi ogni giorno lavorano e mettono passione in questo progetto, che negli ultimi anni è cresciuto e ha portato alla creazione della prima rete nazionale di Free Walking Tour, il Free Walking Tour Italia appunto. A nostro avviso la cultura dovrebbe essere accessibile a tutti, indistintamente da estrazione sociale, età, reddito, ed è per questo che, parallelamente ad un’offerta culturale tradizionale, che non vogliamo assolutamente sradicare, abbiamo iniziato ad organizzare appuntamenti ad accesso libero, dove il servizio viene garantito a prescindere dal numero di partecipanti e dalla retribuzione economica. Questo per permettere a tutti un primo contatto con il territorio, in particolare per coloro che non vogliono o non possono accedere alle offerte tradizionali. Parlando nello specifico del Free Walking Tour Reggio Emilia, in attesa di trovare guide disposte a collaborare, abbiamo chiesto ad un esperto del territorio, non estraneo a manifestazioni culturali di questo tipo, di pensare ad una prima rassegna di eventi da organizzare sotto l’egida della nostra associazione, limitata temporalmente e con un focus volutamente non storico-artistico, per non entrare in collisione con gli altri operatori del territorio. Volendo essere ancora più precisi però, la legge regionale sul turismo permette “l’esercizio occasionale delle attività proprie della guida turistica, a seguito di preventiva comunicazione, a riconosciuti esperti della materia nel contesto di iniziative aventi finalità didattiche e divulgative del patrimonio artistico e culturale dell’Emilia-Romagna, che siano organizzate da organizzazioni pubbliche o private senza scopo di lucro, che abbiano quale finalità statutaria la diffusione della conoscenza e della valorizzazione dei beni culturali.”

Sulla deontologia professionale, siamo per il libero arbitrio: ognuno sceglie autonomamente la forma a lui o lei più congeniale per valorizzare la propria professione. Semplicemente noi non decidiamo un valore a priori, ma lasciamo libere le persone di deciderlo da sé. E il riconoscimento, presto o tardi, arriva. Le trenta e più persone di sabato scorso a Reggio Emilia lo dimostrano. Per concludere, vorremmo aggiungere una nota personale: non togliendo niente alla legittimità della difesa di un titolo – l’abilitazione di guida turistica appunto, ci piacerebbe però che capacità e competenze fossero misurate sull’impatto che queste hanno sul territorio, ovvero la capacità di offrire e creare cultura, divertimento, servizi, lavoro. Altrimenti la professione rischia di non rispondere più alle esigenze di un territorio ed un pubblico in profondo cambiamento, e restare vuota, abbarbicata su posizioni lontane dalla realtà che raccontano. Un certificato di per sé, seppur necessario per svolgere la professione a norma di legge, non è sinonimo di professionalità: questa si misura sulla capacità di leggere il presente, innovare, trovare modalità, idee e nuove applicazioni all’interno di un settore in continuo cambiamento. Pertanto, crediamo che la collaborazione tra professionalità, competenze e soggetti differenti, sia oggi più che mai necessaria per far fronte comune all’impoverimento culturale della nostra società. La nostra non vuole essere una critica, ma una riflessione aperta e sincera.

Free Walking Tour in Reggio Emilia

Free Walking Tour Italia sbarca a Reggio Emilia

Ebbene sì. Dopo le emiliane Modena e Bologna, anche Reggio Emilia non poteva non avere il suo Free Walking Tour. Il progetto, promosso e organizzato dall’associazione Same Same Travels e la piattaforma Free Walking Tour Italia, è stato presentato lo scorso 30 settembre all’interno del IT.A.CÀ Festival in Reggio Emilia.. Grazie all’incontro con alcune personalità del territorio, in particolare la figura di Alberto Pioppi, sociologo del territorio da anni impegnato nell’analisi della connessione tra luoghi e persone, abbiamo così deciso di dar vita a questo nuovo esperimento. Ancora una volta, il Free Walking Tour si propone come esperienza ‘nuova’ all’interno della compagine culturale locale: l’obiettivo è offrire la possibilità a tutti di poter accedere ed entrare in contatto con il territorio, coinvolgendo voci diverse nella narrazione dei suoi luoghi. E’ in primo luogo la capacità di creare relazione tra le persone e i luoghi che distingue l’iniziativa; pertanto la scelta di non imporre alcun costo o vincolo alla partecipazione, ma lasciare libere le persone di sperimentare e riconoscere un valore proprio all’iniziativa. Il modello permette così di abbattere le barriere all’accesso, siano esse economiche o organizzative, catalizzare la partecipazione e il coinvolgimento di un sempre maggior numero di persone per il territorio, e promuovere una cultura libera e genuina.

Per maggior informazioni:

Free Walking Tour Reggio Facebook

Free Walking Tour Reggio Instagram

Official Website – Free Walking Tour Reggio

ITACA Reggio Emilia

Free Walking Tour Italia va al Festival I.TA.CA di Reggio Emilia

Il prossimo sabato 29 settembre la piattaforma Free Walking Tour Italia sarà ospite del Festival IT.A.CÀ – festival itinerante di turismo responsabile – a Reggio Emilia. A partire dalle 17.30, allo spazio Labart, si parlerà di rete, accessibilità e territorio durante un incontro pubblico dal titolo “Free Walking Tour: modello complementare di sviluppo turistico”. A seguire, Alberto Pioppi, sociologo del territorio, porterà i partecipanti e tutti coloro che volessero partecipare alla scoperta della città che cambia. La passeggiata “Percorsi di ieri, Luoghi di oggi” vuole riflettere sulla dualità immutabilità/trasformazione degli spazi cittadini. Mentre le forme urbane e gli antichi percorsi sono pressoché rimasti immutati, non si può dire altrettanto per i luoghi, intesi come centri relazionali e identitari. Passeggiando con sguardo attento all’interno di essi, si potrà respirare il passato ed interpretare il presente.

L’obiettivo è promuovere forme ‘libere’ di approccio al territorio e nuove narrazioni grazie e tramite il coinvolgimento degli attori locali, per un turismo più responsabile e conscio nei confronti dei territori locali. L’incontro è aperto a tutta la cittadinanza, nonché operatori del settore, guide turistiche e istituzioni locali. Ci auguriamo che questo possa essere l’inizio di un percorso condiviso con il territorio di Reggio Emilia.

Per maggiori informazioni0: [LINK]

IT.A.CÀ è il primo e unico festival in Italia che si occupa di turismo responsabile e innovazione turistica. Il festival invita a scoprire luoghi e culture attraverso contest, presentazioni libri, convegni, incontri, laboratori, teatro, musica, documentari, mostre, itinerari a piedi e a pedali per vivere l’emozione del viaggio in maniera responsabile.

Free Walking Tour Italia: nuovo stile, nuovo concetto, nuova offerta!

Era quasi la vigilia del 2017, quando per la prima volta abbiamo dato una chance a questo progetto. Avevamo gestito il Free Walking Tour per un po’ nella nostra città, e all’improvviso ci è venuta l’idea di creare qualcosa di più grande, qualcosa che in Italia non era neppure concepibile… fino a quel momento. Il primo numero che abbiamo composto è stato quello di un ragazzo locale a Bari. Anche il suo team gestiva il Free Walking Tour lì. Abbiamo detto: proviamoci! <<Ciao?>> <<Sto parlando con Free Walking Tour Bari?!>> <<Sì!>> <<Qui è Free Walking Tour Italia. Vorremmo creare una rete italiana di Free Walking Tour, cosa ne pensate?>> Mesi dopo, abbiamo parlato di quella chiamata. Giuseppe, il ragazzo di Bari, la ricorda benissimo: <<Ho riagganciato il telefono e mi sono detto “Chi diavolo sono quei tipi? Sono pazzi? Vogliono creare una rete di Free Walking Tour in Italia?!”>>. Lui era già dentro. E così tanti altri, fino al punto che la gente ha iniziato a chiamarci per unirsi. Durante il nostro ultimo incontro nazionale, tenutosi a Bari all’inizio di settembre – con persone provenienti da Catania, Cagliari, Verona, Modena, Pisa, Bologna, Barletta e ovviamente Bari – abbiamo finalmente presentato il nuovo sito su cui avevamo lavorato duramente negli ultimi mesi. Ora è online www.freewalkingtouritalia.com! Adesso siamo pronti a scrivere un altro capitolo di questa bellissima storia d’amore. Perché Free Walking Tour è tutto amore, passione e condivisione.

Abbiamo scelto un pezzo di puzzle come nostro Logo per simboleggiare l’unicità di ciascuno di noi – le realtà locali che compongono la rete – e il nostro orientamento alla totalità: la comunità esiste solo se combiniamo, colleghiamo e sentiamo l’un l’altro. È così che completiamo il quadro. E questo quadro ora si chiama Free Walking Tour Italia.

Facciamo un brindisi a un nuovo inizio!

Viva il Free Walking Tour Italia!

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