Dentro il Miracolo di Pisa
Il poeta eclettico italiano Gabriele D’Annunzio, che la vide da un aereo, fu il primo a coniare l’espressione “Prato dei Miracoli”, per i suoi monumenti in marmo bianco sul prato verde circostante. Da allora, Piazza del Duomo, il suo nome originale, sarebbe diventata famosa in tutto il mondo come Piazza dei Miracoli. Oggi vi porteremo in un viaggio virtuale nel miracolo di Pisa, una delle piazze più famose e belle al mondo. Andiamo!
Come potreste notare guardando la mappa della città, la piazza non si trova in una posizione centrale, ma un tempo ospitava un cimitero e il sito di una prima cattedrale cristiana. Il primo monumento che incontreremo è la Cattedrale. Costruita tra il 1064 e il 1118, è un meraviglioso esempio di architettura romanica pisana. La chiesa, dedicata a Santa Maria Assunta, si trova al centro della Piazza dei Miracoli, con il Battistero davanti e il Campanile alle spalle. Se ci concentriamo sulla costruzione, possiamo trovare molte influenze di stili classico, tardoantico, lombardo-emiliano, bizantino e arabo.

Infatti, sebbene la Cattedrale abbia una pianta a croce latina, la cupola ellissoidale si ispira allo stile islamico. La facciata, opera di Rainaldo, è composta da pilastri e archi a tutto sesto su quattro ordini sovrapposti ai tre portali. Il portale di San Ranieri, ingresso principale della Chiesa, è ornato da 24 formelle in bronzo, veri capolavori di Bonanno Pisano, che raffigurano profeti e scene del Nuovo Testamento.
La cupola è decorata con affreschi del Seicento e poggia su archi molto alti di ispirazione architettonica islamica. Le opere d’arte non mancano: gli affreschi di Andrea del Sarto, la “Madonna sotto gli organi”, il mosaico absidale con il Cristo Pantocratore affiancato dalla Vergine Maria e da San Giovanni Evangelista, il sontuoso pulpito di Giovanni Pisano, ricomposto e ricostruito dopo l’incendio del 1595.
Uscendo dalla Cattedrale, di fronte a voi si erge con fierezza il Battistero di Pisa, il più grande d’Italia. La sua costruzione iniziò nel 1152 sotto la direzione di Diotisalvi e vide la partecipazione di numerosi artisti, tra cui Nicola e Giovanni Pisano. Sopra la cupola principale si innalza un’altra piccola cupola sulla quale svetta la statua in bronzo di San Giovanni Battista.
Proseguiamo il nostro viaggio e ci dirigiamo verso il Camposanto, che delimita Piazza dei Miracoli a nord. L’antico cimitero è racchiuso da un porticato a pianta rettangolare, rivestito di marmo. Parte del terreno fu portato dal Golgota, dopo la partecipazione di Pisa alla Terza Crociata del 1203. Oggi è adibito a museo e conserva splendide opere d’arte, tra sarcofagi e affreschi. L’edificio e le opere conservate subirono gravi danni durante i bombardamenti del 1944; il lungo restauro che seguì permise di recuperare alcuni preziosi capolavori, tra cui le sinopie ora custodite nel Museo delle Sinopie.

Ultimo, ma non meno importante, forse il monumento più celebre di Pisa, il suo simbolo: il Campanile o Torre Pendente. Inaugurata nell’agosto del 1173, la Torre è opera di Bonanno Pisano e di Guglielmo, lo scultore del pulpito originario della Cattedrale. La Torre è costituita da sei ordini di arcate percorribili, sovrapposti al piano terra realizzato con arcate cieche, progettata secondo la struttura dei campanili di Ravenna. Pare che la Torre, durante la costruzione al terzo livello, a causa del cedimento del terreno di natura non adatta a sopportare carichi pesanti, si inclinò. I costruttori, preoccupati per l’inclinazione, decisero quindi di sospendere i lavori, ripresi un secolo dopo da Giovanni di Simone, che mise in campo tutte le sue abilità per alleggerire il peso della parte sospesa e modificare l’inclinazione procedendo verso l’alto. Molto più tardi, Tommaso di Andrea Pisano aggiunse la cella campanaria nel 1350.
Insomma, dopo questo breve viaggio, non avete più scuse per rimandare la vostra visita. Pisa vi aspetta per essere scoperta!











































































