Free Walking Tour. Emozioni ed esperienze di città

Alberto Pioppi, sociologo del territorio e volontario dell'Associazione Same Same Travels, promotrice del Free Walking Tour Reggio Emilia, ci racconta il suo personale approccio al territorio, e fornisce alcuni spunti su come "leggere" la città.

Fin da quel giorno nel quale il docente di Sociologia urbana ci disse: <<Ragazzi, dovrò assentarmi per due settimane, nel frattempo vi do un compito: andate nei luoghi della vostra quotidianità ma osservateli in maniera diversa dal solito, usate lo sguardo curioso del "Flâneur" e annotatevi su un quaderno tutto quello che percepite come caratteristico di quel luogo, che sia un gruppo di persone, una scritta sul muro, una bottega, un nome di una strada!>> ho capito che questa modalità di comprensione del mondo sarebbe stata la mia. Cos'è un Flâneur? È un personaggio inventato da Baudelaire per indicare chi passeggia per le vie cittadine, con aria apparentemente svagata, e si emoziona osservando il paesaggio urbano. Infatti, nel mio lavoro di sociologo del territorio e di formatore, c'è sempre spazio, e tanto, per l'osservazione e l'ascolto. Osservare i comportamenti individuali e collettivi, ascoltare le storie delle persone e dei luoghi, interpretare oggettivamente e soggettivamente il senso delle cose. Quando ai miei allievi del corso di promozione turistica chiedo di descrivere il loro quartiere, dopo un iniziale smarrimento, loro cominciano a "vedere" in modo diverso tutte quelle situazioni che normalmente gli passano sotto gli occhi e alle quali non avevano mai dato importanza. Quando intervistano le persone, che sono poi i loro vicini di casa, entrano all'improvviso in un universo fatto di storia e di storie, e per la prima volta "leggono" il loro luogo di vita in modo diverso.

E così, sempre di più, agiscono i turisti. Anche quelli che, per i più svariati motivi, trascorrono qualche giorno in una città come Reggio Emilia, sentendo l'esigenza di entrare sotto la sua pelle. Oltre che visitare i tanti e suggestivi luoghi artistici, c'è sempre di più la voglia di comprendere la storia del quotidiano, di vivere esperienze ed emozioni come se non fossero turisti. È questa la filosofia di fondo del Free Walking Tour nella quale io mi sono subito riconosciuto, anche perché è quello che ho sempre fatto, seppur in altri contesti quali la scuola, i corsi professionalizzanti, le geo-esplorazioni urbane organizzate dall'associazione di cui faccio parte. Dopo solo due esperienze, due tour, risulta già abbastanza evidente come le persone partecipanti abbiano fame di micro-storie, di conoscere i dettagli, di portarsi a casa una conoscenza viscerale di alcuni luoghi. Sabato scorso, alla fine del tour, una ragazza di Torino mi ha detto: <<Grazie per averci fatto sentire reggiani per due ore>>. Un'altra donna invece si è stupita nel conoscere la storia particolare della piazza nella quale trascorre spesso ore in compagnia di amici sorseggiando un calice di vino. Ecco, in questi due aneddoti c'è tutto il senso di questa modalità di turismo partecipato: sentirsi parte di qualcosa che non vivi normalmente e vedere in luce diversa un luogo che frequenti periodicamente. E allora forza, andiamo con entusiasmo e curiosità verso i prossimi due appuntamenti dell'8 e del 15 dicembre. Di una cosa sono certo: la prossima volta che visiterò una città, italiana o straniera, parteciperò ad un Free Walking Tour.

 

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